A caccia di tesori d’arte nelle Terre del Vescovado

A pochi kilometri da Bergamo si estende un territorio ricco di storia e cultura chiamato “le Terre del Vescovado”. Il nome deriva dalla presenza di numerose ville e residenze signorili dove i vescovi, membri della curia e della nobiltà bergamasca trascorrevano le estati. La presenza di questi illustri personaggi determinò una grande attenzione verso l’arte e grazie alla loro disponibilità economica il territorio si arricchì di notevoli opere d’arte.

Con il consorzio “Le Terre del Vescovado” e lo storico d’arte Dorian Cara siamo andati alla ricerca di questi tesori, spesso nascosti e poco conosciuti.

 

Scanzorosciate: La chiesa di “Garibaldi” e il campanile delle uova

Iniziamo il nostro tour a Scanzorosciate, comune famoso in tutto il mondo per il suo Moscato, un vino pregiato e squisito del quale abbiamo già avuto modo di parlare in un precedente articolo. La nostra ricerca delle bellezze artistiche parte dalla sua antica chiesa di San Pietro a Scanzo. L’edificio è un piccolo capolavoro seicentesco ma la vera chicca è molto più antica. A sinistra dell’altare si trova infatti uno splendido affresco quattrocentesco riportato alla luce solo recentemente.

 

Usciti dalla chiesa ci dirigiamo verso Rosciate. Il percorso è lungo circa un kilometro e attraversa via Serenissima, oggi tranquilla via di paese, ma per secoli arteria centrale dei collegamenti tra Milano e il Nord Europa. Sembra incredibile ma qui sono transitate merci ed eserciti che hanno fatto la storia.

Anche a Rosciate ci aspettano sorprese. Il borgo infatti conserva due chiese ma quella più antica è nascosta nella casa del parroco. Impossibile riconoscerla dall’esterno, comprendiamo la sua originaria funzione solo una volta entrati. Passando da una piccola porticina entriamo in una sala decorata da bellissimi affreschi di varie epoche. Per visitarla bisogna chiedere il permesso in oratorio ma è un gioiello che vale la pena essere conosciuto.

 

La chiesa moderna invece è ben visibile con la sua maestosa cupola affrescata ma anche qui bisogna fare attenzione ai dettagli. Una volta entrati aguzzate la vista e guardate bene la grande statua di San Giuseppe che tiene in braccio Gesù bambino. Non vi ricorda qualcuno? Secondo la tradizione popolare questo San Giuseppe ha il volto di Garibaldi che proprio a Bergamo aveva raccolto la maggior parte dei ragazzi della sua famosa spedizione. Ma anche le tele poste nella controfacciata svelano un dettaglio interessante, nel bel mezzo dell’Ultima Cena ecco spuntare due brocche di Valcalepio, la Doc locale, rosso e bianco per non far mancare niente.

Uscendo dalla chiesa osserviamo infine il campanile. Qui non ci sono enigmi nascosti ma una bella curiosità: l’intera costruzione è stata finanziata con la vendita di uova che in un solo anno hanno permesso di completare l’opera.

Proseguiamo ora per l’ultima tappa nel comune di Scanzorosciate dirigendoci verso la sua frazione di Negrone. Lungo via del Cornone decidiamo di fare qualche sosta per ammirare i vigneti che si inerpicano sulle colline e nelle mattine autunnali regalano scorci davvero unici.

A Negrone entriamo nella chiesa di San Pantaleone. Fuori dall’orario delle funzioni la chiesa è chiusa per motivi di sicurezza ma il parroco sarà ben felice di aprirla a visitatori interessati. Esternamente la chiesa sembra una pieve medioevale ma all’interno appare evidente che la decorazione (e gran parte della struttura) risale alla seconda metà del ‘900. Fanno eccezione due elementi: l’altare e la nicchia a sinistra dello stesso. Il primo, con i suoi bianchissimi stucchi cinquecenteschi si staglia luminoso contro le tinte terrose dell’interno. La nicchia invece è l’ultimo resto della primissima chiesa di San Pantaleone e si caratterizza come un gioiello di arte pittorica medioevale.

 

Seriate: Contrasti nella chiesa di luce

Onestamente, sono poche le chiese moderne che possono rivaleggiare in bellezza con quelle antiche. A Seriate ve ne è una così. Ci spostiamo in auto di circa 5 kilometri per raggiungere via Po a Seriate. Qui si trova la chiesa dedicata a Papa Giovanni XXIII realizzata tra il 1994 e il 2004 dal famoso architetto Mario Botta.

Il primo elemento che ci ha colpito è il bellissimo contrasto tra questa chiesa moderna e la vicina chiesa settecentesca di Sant’Alessandro. Il secondo è che nonostante ci troviamo in una città di 25 mila abitanti e a meno di un kilometro dalla pista dell’Aeroporto di Orio al Serio le due chiese si trovano in un’oasi di pace e tranquillità con tanto di rogge e frutteti.

Esternamente la chiesa di Botta si presenta come un massiccio cubo di pietra rossa di circa 25 metri per lato. Ma all’interno l’imponenza e solidità dell’esterno lascia spazio a un ambiente leggero, quasi sospeso, dove è la luce che filtra dalla enormi vetrate a creare forme e volumi, a riflettere sui pannelli di legno dorato e a far risplendere la pietra. Purezza, leggerezza, dinamismo sono le sensazioni che percepiamo entrando in questo bellissimo edificio.

 

I vigneti: opere d’arte nella natura

Insieme alle chiese, i vigneti rappresentano una delle più belle opere d’arte delle Terre del Vescovado. Secoli di incessante lavoro dell’uomo a stretto contatto con la natura hanno creato su queste colline luoghi di rara armonia. Bastano veramente pochi minuti d’auto per abbandonare il mondo cittadino di Seriate e ritrovarsi immersi nel verde.

In questa calda e soleggiata giornata di ottobre il clima è perfetto per fare quattro passi nella natura e con i nostri accompagnatori attraversiamo i meravigliosi vigneti visibili da Tribulina per raggiungere la Tenuta Frizzoni a Torre de’ Roveri. La villa è un imponente edificio seicentesco ma la vera chicca è la Tinaia. Si tratta delle antiche cantine della tenuta dove si produceva Valcalepio Doc fino agli anni ’80, oggi riconvertite in un’eccezionale location per eventi, cerimonie e mostre.

Davanti alla Tinaia si estende un panorama meraviglioso sulla Valle d’Argon, una conca naturale di viti e boschi a perdita d’occhio. Un’immagine che ben rappresenta il fascino delle Terre del Vescovado.

 

Gorlago e Costa di Mezzate: il fascino dei borghi storici

Concludiamo il nostro tour visitando i due borghi storici più belli delle Terre del Vescovado. Ad accomunarli è il perfetto stato di conservazione dei loro centri storici e la presenza di due edifici di grande importanza. A Gorlago visitiamo la chiesa di San Pancrazio che può essere considerata la più ricca quadreria delle Terre del Vescovado. Al suo interno sono conservate tre magnifiche opere di Moroni, uno dei più raffinati pittori lombardi di metà Cinquecento. Vi consigliamo di fermarmi e dedicare qualche minuto alla contemplazione delle vesti dipinte: velluti, broccati, sete e turbanti sono dipinti con una perizia e un realismo davvero affascinante.

Camminando tra i vicoli possiamo ammirare affascinanti scorci che si aprono sulla campagna circostante e abbiamo la fortuna di entrare anche nella piccola chiesa di Sant’Andrea che conserva affreschi duecenteschi e cinquecenteschi (foto di copertina).

L’ultima tappa del nostro percorso è il borgo di Costa di Mezzate che si sviluppa alle pendici del colle dove si erge maestoso il castello Camozzi Gherardi Vertova. E’ residenza privata ed è aperto solo in alcune occasioni ma il suo perfetto stato di conservazione lo rendono affascinante anche se osservato dall’esterno. Vi consigliamo di visitare il borgo la prima domenica del mese così che nel pomeriggio avrete la possibilità di visitare gratuitamente Palazzo Gout, antica residenza signorile adiacente al castello.

Se volete maggiori informazioni riguardo ai luoghi del nostro blogtour o delle altre meraviglie che vi attendono nelle Terre del Vescovado, vi consigliamo di scaricare le pratiche guide “Degustare l’Arte”. Cinque itinerari creati dall’ente di promozione turistica Terre del Vescovado in collaborazione con lo storico d’arte Dorian Cara e disponibili qui in pdf.

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