Cosa accade quando un flauto traverso, un oboe, un clarinetto, un corno e un fagotto si mettono insieme? Grazie al quintetto Spirabilia scopriremo che può accadere una vera e propria magia, quella della musica che emoziona, che diverte e coinvolge e che ci mette in contatto con la bellezza presente attorno a noi.

E’ ciò che vivremo nella chiesa di San Michele al Monte Barro, dove lo Spirabilia Quintet si esibirà in esclusiva per noi con due concerti estivi! Venerdì 2 giugno con “Suoni dal mondo” i musicisti ci accompagneranno in un viaggio musicale che toccherà vari angoli del pianeta, e sabato 22 luglio con “La grande musica da film” ci faranno vivere l’emozione e quel pizzico di magia che i film trasmettono attraverso le colonne sonore più famose.

Nella trepidante attesa di questi due concerti, abbiamo intervistato Deborah e Giulia, fagottista e flautista dello Spirabilia Quintet, che ci hanno raccontato qualche chicca sul gruppo e sulla musica che eseguiranno per noi nelle due serate nel Parco del Monte Barro.

 

Quando si è formato lo Spirabilia Quintet?

Il quintetto è nato nel 2008. In particolare il 26 dicembre 2008, quando ci siamo esibiti per la prima volta come gruppo nella cripta di San Calocero a Civate. Da quel giorno abbiamo una tradizione: il 26 dicembre di ogni anno ci esibiamo in concerto per ricordare e “festeggiare” il giorno della nascita dello Spirabilia Quintet.

Una curiosità: cosa significa il nome Spirabilia?

Il nome Spirabilia deriva dalle cose che respirano. Il senso è quello di trasformare l’aria, che è qualcosa che non si vede ma è essenziale per la vita, in suono. Noi vogliamo trasformare qualcosa che non ha bellezza come l’aria, in qualcosa che ha una sua bellezza come la musica. Da qui deriva la scelta del nome.

Deborah, tu sei l’ultima arrivata nel gruppo? Che percorso di studi hai fatto?

Sì, sono arrivata nello Spirabilia Quintet per ultima, in sostituzione all’ex fagottista del gruppo. Ho studiato e sono cresciuta come musicista in tutt’altra zona rispetto a Giulia e al resto del gruppo. Loro infatti hanno studiato tra Lecco e Como, io invece ho studiato nella mia città natale a Torino, per un periodo ho vissuto a Vienna, per poi trasferirmi (per questioni sentimentali) a Bergamo, dove vivo tutt’ora.

Adesso che siamo un gruppo ormai amalgamato e unito, posso affermare che c’è sempre un bellissimo clima tra di noi. Si studia, ci si confronta, si prova, si ride e si scherza… sempre e comunque con la massima serietà! Così si crea un ambiente di lavoro sereno e piacevole.

In passato avete già fatto concerti in luoghi particolari e naturalistici come San Michele?

Abbiamo fatto molti concerti in luoghi particolari, perché essendo un gruppo di musica da camera e quindi ristretto, è semplice riuscire a suonare in posti a volte scomodi per gruppi grossi. Inoltre, Mauro, il clarinettista e fondatore del quintetto, ama moltissimo cercare dei luoghi dove la bellezza della musica possa incontrare la bellezza dell’architettura o della natura, dandogli un valore aggiunto.

Giulia, ricordi alcuni di questi luoghi in cui vi siete esibiti?

Tra i vari concerti eseguiti in location particolari e naturalistiche ricordo che abbiamo suonato a Courmayeur ai piedi del Monte Bianco, al Tonale in altura, a Civate nella Basilica di San Pietro al Monte. Abbiamo anche fatto diversi concerti all’alba a Valmadrera e a Galbiate. Qualche anno fa abbiamo fatto una stagione itinerante nelle ville, suonando a Villa Balbianello, Villa Fogazzaro, sul Lago d’Orta, a Stresa, a Montisola, a Villa Bertarelli e a Villa Gavazzi.

E a San Michele, ci siete già stati?

Sì, nel 2019 abbiamo suonato proprio nella chiesa di San Michele. Suonare d’estate all’aperto è una meravigliosa esperienza che si sposa molto bene con i nostri strumenti e la musica che eseguiamo!

Come definireste i vostri concerti?

Senza dubbio “partecipati”. Durante i concerti a noi piace parlare con il pubblico per renderlo partecipe e non solo fruitore. Spesso mettiamo brani a confronto, li spieghiamo a voce e facciamo votare il pubblico proprio per far sentire ognuno di loro parte integrante dello spettacolo.

Ci sono alcuni brani o generi musicali che amate di più?

È molto difficile trovare una risposta a questa domanda, perché spesso brani che inizialmente non ci entusiasmano in realtà studiandoli e realizzandoli si rivelano bellissimi, e viceversa. Dopo ogni concerto possiamo dire quali sono stati i brani che ci hanno emozionato di più, ma non è universale, dipende sempre dal momento, dal contesto, dal luogo in cui si suona e dal pubblico presente. L’empatia che si crea con il pubblico è fondamentale per la riuscita di un brano, e di conseguenza l’emozione che noi musicisti proviamo nel realizzarlo.

Quest’estate tornerete a San Michele con due concerti. Il 2 giugno con “Suoni dal mondo” che tipo di viaggio farete vivere al pubblico?

Il 2 giugno faremo un viaggio coinvolgente tra le sonorità da ogni angolo del pianeta: tango, jazz, musiche caraibiche, africane, hiddish e altre più vicine a noi. Accompagneremo per mano ogni spettatore intorno al mondo, raccontando anche storie, aneddoti e curiosità. Chiudendo gli occhi e ascoltando la musica il pubblico potrà immaginarsi i luoghi che vogliamo far vedere.

Considerato che il concerto si terrà nel tardo pomeriggio e quindi la giornata non sarà ancora conclusa, ci auspichiamo che il pubblico torni a casa con il desiderio di vivere ancora un pezzo di giornata immaginando di volare da qualche altra parte nel mondo.

La rassegna “A Passo di Musica” di quest’anno sarà chiusa da voi con il concerto “La grande musica da film” del 22 luglio. Deborah, cosa dobbiamo aspettarci da questa serata?

La prima volta che sono entrata nella chiesa di San Michele sono stata travolta da una fortissima emozione. Mi sono subito immaginata la storia di queste mura e mi sono chiesa “Chissà com’era prima? Chissà cos’è successo?”. Cercando di rispondere a queste domande mi viene voglia di raccontare una storia fantastica, proprio come nei film spesso accade. Spero che il concerto con musica da film lasci proprio questo agli spettatori: un po’ di quella magia e la voglia di vivere una storia fantastica, che il luogo stesso ha lasciato a me la prima volta che l’ho visto.

Con Deborah a Giulia vi diamo appuntamento ai concerti di venerdì 2 giugno e sabato 22 luglio! Vi aspettiamo!

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