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La Milano de “La Compagnia del Cigno”

Ecco i luoghi della fiction di Rai Uno in un particolarissimo tour delle curiosità di Milano sulle orme de "La Compagnia del Cigno".
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    Siamo abituati a vedere in tv le bellezze di Roma o di Torino, della Sicilia o della Puglia ma "La Compagnia del Cigno" è la prima fiction ambientata a Milano che riesce a restituire l'immagine di una città nuova. Non più l'immagine stereotipata di una Milano tutta nebbia, traffico e lavoro ma la bellezza di una città moderna e ricca di storia, affascinante e piena di luoghi da visitare. Era ora!

    Seguita da quasi 6 milioni di spettatori a puntata, la serie televisiva va in onda ogni lunedì su RaiUno e racconta le storie di sette ragazzi iscritti al conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, costretti a misurarsi con la vita, le regole, la disciplina e con un durissimo direttore d'orchestra che pretende da loro il massimo. Tra incontri, baci rubati e piccole avventure la storia dei giovani musicisti esce dalle mura del Conservatorio e si sviluppa anche per le vie e i luoghi più caratteristici di Milano.

    Abbiamo quindi voluto raccoglierne qui i più emblematici per un particolarissimo tour delle curiosità di Milano sulle orme de "La Compagnia del Cigno".

    City Life: il Diritto, lo Storto e il Curvo

    Dove prima sorgeva la Fiera Campionaria, oggi Milano appare come una città del futuro grazie al progetto di riqualificazione CityLife, noto anche per l’elegante area residenziale e per il distretto commerciale urbano più grande d’Italia. Impossibile non notare Il Diritto, Lo Storto e Il Curvo, le tre torri che svettano su tutta l’area così soprannominate per il loro andamento strutturale. Pensate che la più alta delle tre, Il Diritto, con i suoi 209 m di altezza ed i suoi 50 piani di uffici, è il secondo grattacielo più alto d’Italia! A CityLife non ci si fa mancare proprio nulla: oltre ad esserci una delle aree verdi più estese di Milano, passeggiando nel parco si possono ammirare una ventina di opere permanenti a cielo aperto. Un ottimo modo per diffondere l’arte in città!

    Conservatorio: Che ci fa Verdi a Milano?

    A dispetto del suo nome, il conservatorio di Milano, una delle più prestigiose istituzioni europee per la formazione musicale che attrae musicisti da tutto il mondo, non vide mai Giuseppe Verdi tra i suoi allievi perché non passò l’esame di ammissione. La motivazione? Probabilmente per la sua scorretta postura delle mani al pianoforte, o perché era “troppo grande” (Verdi all’epoca aveva 18 anni e 14 era il limite di età), o forse perché era “forestiero” e la precedenza veniva data ai rampolli milanesi… Nonostante ciò, e malgrado il disappunto di Verdi quando venne a sapere che il conservatorio di Milano avrebbe portato il suo nome, gli fu dedicata anche una sala del conservatorio dove si svolgono molte delle prove e dei concerti della fiction.

    Guglie del Duomo: chi si nasconde lassù?

    Sapete che sulla cima del Duomo ci sono ben 135 guglie? Questi elementi architettonici tipici dell’arte gotica sono riccamente decorati per regalare stupefacenti giochi di luci e ombre e vi si possono contare ben 2.500 statue. Ma la fantasia degli scalpellini non si è fermata a raffigurare solo santi, martiri e gargoyles: guardando bene tra le sculture, è curioso e sorprendente notare una racchetta da tennis, un guantone da boxe, uno scarpone da montagna con picozza, il volto di Mussolini e anche dei piccioni. Un vero diletto andare a caccia di stranezze sul tetto della bella cattedrale milanese!

    La Rotonda della Besana: una storia movimentata

    Questo complesso tardobarocco racchiude una storia molto curiosa: inizialmente cimitero dell’Ospedale Maggiore di Milano, vennero poi realizzata una chiesa, la “rotonda” vera e propria, ed il porticato che la circonda e che serviva per limitare il flusso delle acque dei Navigli durante i periodi di piena. Nel cimitero in un centinaio di anni furono seppelliti quasi centocinquantamila cadaveri finché gli spazi risultarono insufficienti e sopraggiunse il divieto di seppellire i morti all’interno delle mura cittadine. L’area venne quindi bonificata e la chiesa sconsacrata oggi ospita mostre ed eventi culturali oltre al Museo del Bambino MuBa.

    Parco Sempione: molto più di un parco

    Accanto al Castello Sforzesco sorge il Parco Sempione, ampio polmone verde di Milano. Inizialmente bosco che ospitava anche animali esotici introdotti dai nobili che regnavano sulla città, in epoca napoleonica fu utilizzato come piazza d’armi e campo di addestramento militare. Dopo l’Unità d’Italia, a seguito di numerosi dibattiti, il parco assunse la struttura attuale secondo il modello romantico dei parchi all'inglese e oggi, con le sue numerose attrazioni e i suoi musei presenti nelle ampie aree verdi, come il Castello Sforzesco e i suoi musei, l’Arena Gianni Brera, l’Arco della Pace, la Triennale di Milano, l’Acquario Civico e la Torre Branca, rappresenta un bel mix di natura e cultura nel cuore della città molto apprezzato dai milanesi e non solo!

    Castello Sforzesco: storia di amore e odio

    Il Castello Sforzesco risale al XV secolo ed è una delle mete turistiche più importanti di Milano. In realtà in passato non fu sempre amato dai milanesi e la sua storia non fu proprio “rose e fiori”, essendo stato spesso sede del dominio straniero e quindi visto come simbolo di oppressione. Venne più volte attaccato e saccheggiato e si pensò anche di farlo demolire. Fortunatamente le sorti del Castello migliorarono dalla fine del 1800, quando si iniziarono i lavoro di restauro che lo resero quello che ancora oggi è uno dei principali luoghi di interesse della città che attrae turisti da tutto il mondo, grazie anche ai suoi 11 musei che vanno dall’arte classica alle sculture di Michelangelo, dalla Preistoria alle ceramiche.

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