In questo articolo vogliamo portarvi alla scoperta del fiume Adda in un modo insolito, ovvero immaginando di percorrerlo su una barca che da Lecco ci porti fino fiume Po. Questo “viaggio” ci farà conoscerne le diverse anime e sfaccettature di un fiume davvero ricco di storia e curiosità.

L’Adda infatti ha rappresentato per secoli un confine naturale e storico all’interno di quella che oggi è la Lombardia. E’ stato zona di frontiera, di villeggiatura, di industria ma ha anche ispirato grandi opere letterarie e artistiche.

Percorrendo i 137 km che separano Lecco dal Po ci lasceremo alle spalle le montagne per raggiungere la pianura ammirando boschi, ville, castelli e santuari.

Non ci resta quindi che salire a bordo e goderci questo splendido viaggio immaginario. Ma come ogni navigata degna di essere definita tale, ecco alcune semplici regole: non alzatevi in piedi, non sporgetevi dalla barca e… divertitevi! Tutti a bordo, si parte!

La culla dei Promessi Sposi

La nostra navigazione inizia a Pescarenico, piccolo quartiere di Lecco noto in tutta Italia grazie ad Alessandro Manzoni che proprio qui ambienta diverse scene de I Promessi Sposi. Il legame tra questa zona e il romanzo è molto forte e tanti sono i luoghi che lo richiamano. Poco oltre Pescarenico, l’Adda forma un lago, quello di Garlate, dove si svolse la celebre scena dell’Addio ai Monti. Dopo il lago di Olginate, torna nuovamente fiume e si allontana placido dalla Rocca dell’Innominato, che si erge su uno sperone roccioso a Vercurago davanti al Monte Barro.

Testimone di battaglie e miracoli

Dal Medioevo al Risorgimento, l’Adda ha segnato un confine politico di grande importanza e per questo sulle sue rive sono sorti castelli e fortezze. Molte di queste sono andate perdute ma alcune si possono ancora osservare. A Trezzo, dove il fiume compie un’ampia ansa incontriamo il trecentesco Castello Visconteo, protagonista di leggende ma anche di pagine centrali della storia del Ducato di Milano. La Valle dell’Adda è però anche una zona di grande fede e nei suoi boschi la tradizione popolare ricorda molti miracoli compiuti soprattutto dalla Madonna. A testimonianza perenne di questi eventi sono sorti bellissimi santuari, come quello che possiamo vedere a Imbersago dedicato alla Madonna del Bosco, oppure il Santuario della Rocchetta, sorto sulle fondamenta di un antico castello, o ancora il Santuario della Divina Maternità e il Convento di Concesa, che fu per secoli meta di pellegrini e luogo di sosta per i viandanti.

Terra d’industria: fabbriche, centrali e commerci

Proseguendo verso la pianura, l’Adda racconta ancora il suo passato come centro della rivoluzione industriale in Lombardia. L’abbondanza di acqua, la facilità dei collegamenti, la vicinanza di grandi città hanno determinato il fiorire di fabbriche fin dall’inizio dell’Ottocento. Di questo patrimonio l’elemento più rappresentativo oggi è senza dubbio il Villaggio di Crespi d’Adda, costruito per gli operai che lavoravano presso la fabbrica della famiglia Crespi al confine tra le province di Bergamo e Milano. La forza dell’acqua fu utilizzata anche per produrre l’energia necessaria alle industrie e alle città tanto che lungo questo tratto della nostra navigazione scorgiamo ancora diverse centrali e canali ancora perfettamente funzionanti.

Luogo di villeggiatura e svago

Sul fiume Adda si affacciano molte ville private sorte a partire dal Cinquecento per ospitare nobili e ricchi borghesi che lasciavano la città in cerca di refrigerio e pace tra i rigogliosi boschi di questo territorio. Ecco quindi che continuando la nostra navigazione immaginaria scorgeremmo, ad esempio, Villa Castelbarco, sorta sui ruderi di un monastero nel XVIII secolo, e poco più avanti Villa Melzi dove tra il 1511 e il 1513 soggiornò Leonardo da Vinci come ospite di Gerolamo Melzi. Proprio durante la sua villeggiatura sull’Adda, l’artista toscano realizzò alcuni disegni e studi dei paesaggi e dei moti dell’acqua conservati oggi presso la Biblioteca Ambrosiana e Windsor.

La pianura e la grande storia

I campi coltivati che progressivamente prendono il posto dei boschi ci fanno intuire che siamo arrivati nel cuore della pianura padana a ormai pochi kilometri dal Po. La natura è cambiata ma la storia continua a scorrere tra i borghi, le piazze e gli edifici che si affacciano sul fiume. Ecco allora che giungiamo a Lodi e passando sotto il Ponte di Napoleone. Proprio qui il 10 maggio 1796 Napoleone combatté contro l’esercito austriaco nella famosa battaglia del Ponte di Lodi. Se aguzziamo la vista potremo scorgere anche la Chiesa della Maddalena molto vicina al fiume, e un po’ più in là le cupole del Duomo e del Tempio dell’Incoronata.


Superata Lodi ormai è tutto un zigzagare tra i campi di mais con ampie anse che ci portano fino a Pizzighettone. La storia di questa cittadina è profondamente legata all’Adda perché proprio per la presenza di un guado del fiume permise l’edificazione del primo accampamento celta, poi ampliato dai romani e via via fino al 1866 quando le possenti mura medioevali smisero di essere presidiate da una guarnigione armata.

È con l’immagine tipica della bassa pianura ricca di campi coltivati e piccoli borghi che il fiume Adda è pronto a sfociare, una decina di chilometri più avanti, nel Po. Sbarchiamo, la nostra navigazione termina qui.