Quando pensiamo a un concerto rock vengono subito in mente chitarre elettriche, batterie e voci potenti. Qualcosa di molto diverso dall’immagine di un quartetto di archi dove viole, violini e violoncelli suonano musica classica in un ambiente tranquillo e silenzioso.

Il Quartetto Bakura ha però deciso di riscrivere le regole della musica e lanciare una sfida: è possibile suonare Beatles, Rolling Stones, Queen e altri mostri sacri della musica rock con gli strumenti ad archi senza perdere la grinta che queste musiche hanno nel proprio dna? Lo scoprirete solo partecipando all’evento organizzato a San Michele il 6 agosto. Nel frattempo abbiamo intervistato Matteo Lipari, componente del Quartetto Bakura, per conoscere il suo gruppo e qualche anticipazione sul programma.

 

Iniziamo con una curiosità: cosa significa il vostro nome “Bakura”?

Abbiamo scelto il nome la sera del nostro primo concerto. Non avevamo un nome e ci siamo messi a sfogliare l’enciclopedia della musica in cerca di ispirazione. L’occhio è caduto su “Bakura” che è un antico strumento indiano dal suono molto fragoroso utilizzato in battaglia per spaventare il nemico. Considerato che il nostro concerto si basava sulla musica rock abbiamo deciso di chiamarci “Quartetto Bakura” per tenere insieme una componente classica e una più “aggressiva”.

 

Perché avete scelto di suonare musica rock e pop?

Ci siamo conosciuti al Conservatorio di Como e nel 2005 abbiamo fondato il Quartetto Bakura. La nostra formazione è classica ma finiti gli studi abbiamo subito intrapreso una ricerca su repertori più particolari: rock, pop e musica da film. Nei nostri concerti la musica classica era sempre intervallata da generi moderni e questo mix è diventata la nostra caratteristica distintiva fino a decidere di dedicarci solo a musica moderna ma suonata con strumenti tipicamente da musica classica. Insieme a me, che suono la viola, ci sono Stefano Sergeant e Carmelo Patti, violinisti, e Valentina Sgarbossa, violoncellista.

 

Qual è il bello di ascoltare un brano rock suonato da un quartetto d’archi?

Nei brani pop o rock la musicalità a volte rimane sopita e non si esprime al massimo perché è sempre “sovrastata” dalla melodia e dalla voce. Con il quartetto d’archi invece riusciamo a far risaltare quelle sfumature che stanno al di sotto della melodia e del cantante, portando alla luce qualcosa che non viene ascoltato con attenzione tanto quanto la voce. E’ proprio quello che vogliamo trasmettere con lo spettacolo che proporremo a San Michele, “L’altra faccia del rock”.

 

Tra i brani che suonerete a San Michele, qual è quello a cui sei più legato?

A San Michele proporremo un concerto che ripercorrerà la storia del rock dagli anni ’60 ad oggi. Partiremo dai Beatles e i Rolling Stones per poi toccare varie correnti musicali rock che si sono susseguite nei decenni: Queen, Cure, Radiohead, Negramaro…

Il brano al quale sono più affezionati è senza dubbio Bohemian Rapsody. Perché? Sicuramente per la sua complessa costruzione nella quale si susseguono istanze musicali completamente differenti. Dal punto di vista esecutivo questo è molto stimolante perché in ogni momento bisogna riuscire ad entrare in una nuova ottica cambiando il proprio modo di suonare, il tipo di suono e di attacco dell’arco. Le difficoltà maggiori sono poi quelle che danno le soddisfazioni più grandi.

 

Il 6 agosto suonerete nella magnifica cornice della chiesa di San Michele, un luogo suggestivo ed immerso nella natura. Secondo te quali emozioni trasmetterete ai partecipanti?

Con il tramonto prima e il cielo stellato poi, l’ambiente suggestivo di San Michele sarà emozionante per il pubblico ma anche per noi. Un ambiente così unico è di grandissima ispirazione e crea un’atmosfera raccolta per permettere di apprezzare appieno le melodie. Abbiamo deciso di suonare con le semplici lucine da leggio senza particolari impianti di illuminazione per creare un ambiente intimo e chissà che magari i suoni della natura si aggiungano a quelli dei nostri strumenti, sarebbe davvero il massimo!

Insieme a Matteo e a tutto il Quartetto Bakura vi diamo quindi appuntamento a sabato 6 agosto a San Michele, non mancate!

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