Lo scrittore francese Marie-Henri Beyle, meglio noto come Stendhal, amava l’Italia e nel nostro paese visse e viaggiò a lungo. Lo celebrò anche in molte sue opere e tra i tanti luoghi visitati, la Brianza occupava certamente un posto di primo piano tanto da definirla  “uno tra i luoghi più belli del mondo”. Due secoli dopo, questa terra tra Monza, Lecco e Como è ancora in grado di ispirare nuovi scrittori?

Lo scopriremo con il laboratorio di scrittura creativa che si terrà nelle prossime settimane presso la Villa Reale di Monza. A condurlo sarà Michela Marelli, drammaturga, regista e direttrice artistica, che guiderà un gruppo di aspiranti scrittori per formare  i “nuovi Stendhal” del presente.

Nell’ambito del Progetto Sentinelle, dove vogliamo far conoscere quelle realtà che si impegnano per valorizzare il territorio della Lombardia, abbiamo intervistato Michela Marelli per conoscere il legame tra Stendhal e la Brianza e i dettagli del suo laboratorio.

 

Buongiorno Michela, com’è nata l’idea di proporre questo laboratorio?

Tutto ha avuto inizio dalla Brianza, un luogo a me caro, dove abito e che nei secoli scorsi è sempre stato in grado di stupire viaggiatori da ogni dove. Una terra che oggi più che mai merita di essere conosciuta, rivalutata e valorizzata. Credo che uno dei modi migliori per farlo sia attraverso la scrittura. Sull’esempio di Stendhal vogliamo formare nuovi scrittori che possano ambientare storie reali o di fantasia in questo territorio. Molte persone, infatti, potrebbero avere un’idea nel cassetto ma mancano degli strumenti o della formazione per metterla in atto. Per questo è nato il laboratorio di scrittura creativa che partirà sabato 21 maggio. Il laboratorio è una delle attività del progetto “La Bellezza Social Club”, realizzato all’interno di un bando di Fondazione Cariplo per promuovere la valorizzazione della Brianza.

Che tipo di legame c’era tra Stendhal e la Brianza?

Stendhal nutriva un vero e proprio amore per la Brianza e ne scrisse diffusamente. Ad esempio dal 25 al 29 agosto 1818 Stendhal compilò il diario Vojage dans la Brianza, appunti personali di una scampagnata che non avrebbe mai immaginato di pubblicare ma che sono un inno a questa terra da lui considerata “tra i luoghi più belli del mondo”. In un’altra opera Il forestiere in Italia, la città di Desio fa da scenario alle vicende narrate mentre nella sua opera più famosa, la Certosa di Parma, il protagonista Fabrizio si commuove per la bellezza dei boschi attorno al lago di Como ed esclama “Sono forse i più belli del mondo… quelli che più parlano dell’anima.”.

Possono oggi le citazioni di Stendhal aiutarci a valorizzare il territorio?

A due secoli dai viaggi di Stendhal le trasformazioni della Brianza sono sotto gli occhi di tutti. Molte aree rurali hanno lasciato il posto a case, strade e capannoni. Però questa terra ha saputo anche conservare luoghi di grande fascino in un territorio ricco e vario con colline, parchi, borghi e meravigliosi laghi incorniciati dalle montagne. Molto di quello che ha ispirato la penna di Stendhal nell’Ottocento c’è ancora e può quindi continuare a ispirare la penna di nuovi scrittori alle prime armi.

Dove si svolgerà il laboratorio e qual è il suo scopo?

Saremo ospiti della magnifica Reggia di Monza e le giornate del laboratorio si svolgeranno presso la sala à manger, un luogo storico ma allo stesso tempo intimo. Qui, gli stucchi di Casa Savoia e le vedute sui giardini saranno fonte di ispirazione per i giovani scrittori. Lo scopo del laboratorio è selezionare e formare un gruppo di “ambasciatori” della nostra terra, i “nuovi Stendhal”, che potranno far conoscere la Brianza nelle proprie opere. Infine, ma non per ultimo, al termine del laboratorio ciascun partecipante arriverà a un testo compiuto che opportunamente editato sarà pubblicato dall’editore “Il Ciliegio”. Il libro contenente gli scritti sarà distribuito nelle Librerie da Messaggerie.

Che tipo di testi scriveranno i partecipanti?

Gli scrittori avranno completa libertà creativa. Il testo potrà essere declinato in infiniti modi, l’unico vincolo sarà rimanere legati al territorio. Si può intendere il concetto di legame con il territorio in senso geografico, raccontando avvenimenti ambientati in Brianza, oppure in senso storico, raccontando storie di personaggi del territorio, ma anche in senso narrativo e descrittivo, drammaturgico e d’azione. Anche la forma di scrittura sarà libera: drammaturgia teatrale, sceneggiatura o narrativa letteraria.

Quando si svolgeranno gli incontri?

Il laboratorio avrà inizio sabato 21 maggio e si concluderà domenica 24 luglio, per un totale di 12 incontri da 8 ore ciascuno. Durante gli incontri ci sarà un continuo confronto per dare sfogo alla creatività ed elaborare le prima bozze. Una volta tornati a casa, i partecipanti sviscereranno le idee più interessanti e scriveranno il proprio elaborato che sarà poi rivisto e arricchito negli incontri successivi. Per consentire un’ottima riuscita del corso, il gruppo di partecipanti è limitato a un massimo di 8 persone.  Il laboratorio è aperto a tutti (previa iscrizione) e a pagamento, non sono richiesti requisiti particolari. È possibile avere tutte le informazioni e iscriversi andando sul sito Monza Visionaria.

 

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