Negli ultimi anni il fenomeno dei cammini è letteralmente esploso. Non esiste un elenco ufficiale dei cammini italiani ma giusto per avere un’idea nella sola Lombardia se ne contano una ventina. La maggior parte di questi ha un legame religioso ma vi sono anche cammini che si sviluppano lungo antiche vie commerciali o legati a tradizioni e attività folkloristiche.

Sentieri da percorrere in solitudine o in compagnia, i cammini permettono di ammirare il territorio in modo lento e scoprire anche le sue bellezze più nascoste. Svago, devozione, curiosità, sport sono tutte motivazioni per decidere di percorrere uno di questi itinerari ma ci siamo chiesti: come nasce un cammino?

Per rispondere a questa domanda abbiamo intervistato Renato Ornaghi presidente dell’Associazione Storico-Culturale del Cammino di S. Agostino nell’ambito del progetto “Sentinelle”, con il quale diamo voce a chi valorizza il nostro territorio.

Renato, com’è nata l’idea di realizzare un cammino dedicato a Sant’Agostino?

Forse non tutti sanno che Sant’Agostino ha vissuto a Cassago Brianza dove si convertì nel 386 d.C. prima di essere battezzato a Milano e che le sue spoglie riposano a Pavia. Il cammino è nato dalla volontà di collegare i luoghi lombardi che hanno avuto un ruolo nella vita del santo e una galassia di santuari mariani che, come mi segnalò tempo fa lo scrittore Eugenio Corti, costituiscono un elemento ricorrente e distintivo delle nostre terre.

Dove si sviluppa il cammino? E in che modo è stato stabilito il tracciato?

Il cammino ha inizio dal santuario di Santa Maria delle Grazie a Monza e arriva alla Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro a Pavia. Segue un caratteristico tracciato a forma di rosa con una parte ad anello (il fiore della rosa) che si sviluppa in Brianza, uno “stelo” che lo collega a Milano e Pavia e due “foglie” verso Busto Arsizio e Treviglio.

Da alcuni anni il cammino prosegue per altri 150 km collegando Pavia a Genova lungo l’antica Via del Sale, percorsa anche dal re longobardo Liutprando quando decise di traslare le reliquie di Sant’Agostino dall’Africa a Pavia.

Come è nato concretamente il cammino? Quali i passaggi che avete seguito per passare dall’idea alla sua realizzazione?

Il Cammino di Sant’Agostino è nato su una rete sentieristica già esistente. Nel primo abbiamo quindi percorso a piedi gran parte dell’itinerario per individuare il tracciato definitivo. Questo lavoro ci ha permesso di aggiustare il percorso per adattarlo alle bellezze e alle opportunità che il territorio ci ha svelato.

Avete coinvolto anche i comuni o altri enti locali o associazioni?

Certo, per la definizione del cammino abbiamo coinvolto comuni, pro loco e associazioni locali. L’aiuto degli abitanti è stato fondamentale: parlando e camminando con loro abbiamo scoperto l’esistenza di sentieri molto antichi e non ancora mappati che ci sono stati utili ai fini della definizione del tracciato. Molti dei 620 chilometri sono infatti frutto della collaborazione con i cittadini e per questo a noi piace definirlo con il “cammino di tutti”. Avendo utilizzato sentieri già esistenti e non pericolosi, non è stata necessaria alcuna autorizzazione.

Come avete realizzato la segnaletica e dove è possibile recuperare le informazioni per percorrerlo?

Come lungo il cammino di Santiago de Compostela dal quale abbiamo preso l’idea, la segnaletica del cammino di Sant’Agostino è costituita da frecce adesive di colore giallo, il colore che simboleggia la luce che sono state collocate lungo il cammino 10 anni fa. Oggi è possibile scaricare le tracce gps del percorso direttamente sul proprio smartphone per seguire senza problemi il percorso.

Come gestite la manutenzione dei percorsi?

Il percorso di per sé non ha bisogno di manutenzione, ma avendolo dotato di segnaletica ogni anno organizziamo delle camminate di gruppo durante le quali percorriamo un tratto per volta, e camminando riposizioniamo la segnaletica laddove è manomessa o mancante.

Quante persone hanno percorso il cammino e in generale qual è la motivazione che li spinge a farlo?

L’unico dato ufficiale che abbiamo è relativo alla distribuzione delle credenziali ovvero il documento che il pellegrino può far vidimare nei santuari che visita. A dieci anni dalla nascita del cammino abbiamo distribuito circa 15.000 credenziali, quindi possiamo stimare che più di un migliaio di pellegrini transiti sul cammino ogni anno.

Ciascuno di loro è spinto da una motivazione diversa: c’è chi cammina per svago, chi per raggiungere un obiettivo, chi per “collezionare” i timbri di più santuari possibili, chi per devozione o per la volontà di scoprire il territorio.

Come si integra il Cammino di Sant’Agostino nella rete degli altri cammini presenti in Lombardia?

La Lombardia è ricca di cammini che tra loro si intersecano, e questo è l’aspetto più bello. Come in una fitta rete metropolitana, il Cammino di Sant’Agostino si interseca con il Cammino dei Monaci, che dalle Colonne di San Lorenzo arriva al Po, con la Via Francisca del Lucomagno, che collega Costanza a Pavia, e il Sentiero di Leonardo, che da San Bernardino in Svizzera arriva al Naviglio Pavese. Ogni provincia ha il suo bel cammino: i sentieri si incrociano creando una rete sul territorio e le persone che come me li sovraintendono creano una “rete di amicizia”.

Leggi gli altri articoli della sezione “Sentinelle”

Chi ce lo fa fare Ci siamo impegnati per scrivere al meglio questo articolo e fare in modo che ti fosse utile. Lo facciamo solo per far conoscere a quante più persone le bellezze del nostro territorio. Ma chi ce lo fa fare? Chi sceglie di diventare socio e sostenere la nostra associazione. Ci stai anche tu?

Diventa socio