Bellano è un ridente borgo adagiato sulla sponda orientale del Lago di Como e protetto dalla mole del Monte Muggio. Passeggiando tra i suoi vicoli si respira ancora l’aria di un passato ricco di storia, tradizioni e cultura e si percepisce un forte amore da parte di questa comunità per il suo territorio. Questi elementi, insieme alla voglia di rendere Bellano una meta turistica di qualità, hanno fatto sì che qui accadesse qualcosa di meraviglioso.

Per scoprirlo dobbiamo partire dal luogo più iconico di Bellano, il suo Orrido, che come spiega lo scrittore bellanese Andrea Vitali “è lì da circa 15 milioni di anni, formatosi a causa dell’erosione del Pioverna, che in un tempo quasi infinito, scavò un solco profondissimo nella geologia del territorio”.  Per secoli l’Orrido ha portato benessere ai bellanesi: tra il sedicesimo e diciassettesimo secolo la forza delle sue acque alimentava i mulini per la lavorazione del ferro e, in tempi più recenti, il grande Cotonificio Cantoni che dava lavoro a oltre un migliaio di persone. E oggi?

La comunità di Bellano continua a trarre benefici e benessere dalla presenza dell’Orrido, e questo grazie a una serie di importanti interventi avviati dalla Amministrazione comunale, in collaborazione con la Pro Loco, che da sei anni co-gestisce il bene. Un lungo e complesso intervento di pulizia e messa in sicurezza e il raddoppio delle passerelle per i visitatori hanno migliorato sensibilmente la fruizione di questo luogo unico in Italia. A ciò, si è aggiunta quest’anno l’apertura della Cà del Diavol, l’edificio che, riprendendo le parole di Vitali, “svetta nella sua strana sagoma all’ingresso dell’Orrido, quasi come richiamo misterioso e sinistro”. Questo edificio, protagonista di storie antiche e misteriose, è oggi un interessante museo multimediale. Durante la visita ai tre piani di questa torretta il visitatore ha modo di scoprire la storia dell’Orrido, la tradizione della festa “Pesa Vegia” che ancora oggi si celebra ogni 5 gennaio e vivere un’esperienza di volo a 360° da Bellano alla Valsassina lungo il Pioverna con i visori in 4D.

Tutti questi interventi sono stati in grado di valorizzare sensibilmente questo bene e i risultati non si sono fatti attendere: le visite sono passate da 15.000 nel 2013 a oltre 138.000 nel 2021. E quest’anno sono già state superate le 200.000 presenza già a ottobre!

Il successo dell’Orrido ha messo in moto un circolo virtuoso che sta producendo benefici per tutta la comunità in quanto gli utili vengono reinvestiti per lo sviluppo del territorio in chiave turistica. Nei prossimi anni, il grande progetto BAC-Bellano Arte e Cultura che unisce enti pubblici e privati rivoluzionerà l’immagine e l’offerta culturale di questa località. Tra le azioni già definite quella più interessante riguarda la riqualificazione del Cotonificio Cantoni, con una parte destinata a museo di arte moderna dove verranno esposte 4.000 opere d’arte, una parte diventerà un albergo e la porzione meno nobile dell’edificio sarà trasformata in autosilo per allargare la parte di paese pedonale, togliendo le auto dalla centralissima piazza della chiesa prepositurale.

Anche l’Orrido avvierà una nuova fase di lavori che permetteranno il collegamento tra il sito attualmente visitabile e i giardini Lorla, che verranno aperti al pubblico e ospiteranno opere d’arte, laboratori per bambini e verrà riqualificata la torretta ottocentesca esistente. In questo modo il flusso di visitatori dell’Orrido concluderà il percorso di visita nei pressi della Chiesa di San Nicolao. Questa chiesa, oggi sconsacrata, insieme ad altri luoghi del centro storico, verranno valorizzati e messi in rete per costituire un nuovo museo diffuso e permettere al visitatore di ammirare le opere e gli affreschi qui conservati, oltre a installazioni moderne e perfomance culturali.

Abbiamo voluto presentarvi il caso di Bellano perché ben rappresenta un modello di sviluppo dove l’attenta valorizzazione di un bene di pregio ha portato a un tangibile miglioramento di tutto il territorio con nuovi progetti e nuove energie che si sono attivate. Uno sviluppo che è culturale ma anche economico, attraverso la creazione di posti di lavoro e la presenza di un cospicuo numero di visitatori e turisti durante tutto l’anno. Ci auguriamo che anche tanti altri luoghi che hanno la fortuna di ospitare ville, castelli, parchi o siti di interesse naturale possano intraprendere una strada simile a quella di questa comunità.

Cosa c’è dietro questo articolo Migliaia di persone leggeranno questo articolo perché è interessante e totalmente gratuito. Dietro questo articolo però c’è il lavoro di un’associazione che ogni giorno esplora, ricerca e mappa il territorio. E c’è anche qualcuno che la sostiene: i nostri soci. Vuoi farlo anche tu?

Diventa socio