Alta Val Brembana: dove arte e agricoltura diventano capolavori - Gite in Lombardia
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Alta Val Brembana: dove arte e agricoltura diventano capolavori

Non solo paesaggi montani e camminate, l’Alta Val Brembana nasconde tesori preziosi che non ci aspetteremmo di trovare: capolavori d’arte firmati dall’illustre famiglia di pittori Baschenis e antiche tradizioni agricole che tornano attuali.
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    E’ il secondo giorno del nostro weekend in Alta Val Brembana e dopo una giornata dedicata a un trekking semplice ma appagante al Passo San Marco (leggi l’articolo precedente), decidiamo di scoprire alcune perle nascoste tra i graziosi paesini montani di questa valle. La prima sorpresa è il borgo di Ornica dove abbiamo alloggiato: le sue viuzze regalano scorci da cartolina e tra i suoi 150 abitanti ci si sente subito a casa. Qui un gruppo di donne di montagna in collaborazione con il comune, ha dato vita a un Albergo Diffuso un modello di ospitalità originale e vincente. Dopo una veloce colazione siamo pronti per affrontare la giornata.

    Sulle tracce dei pittori Baschenis: una dinastia lunga due secoli

    In pochi lo sanno ma l'Alta Val Brembana ha dato i natali a una delle più lunghe dinastie di pittori della storia italiana: i Baschenis. Per quasi due secoli, l'arte pittorica fu tramandata di generazione in generazione all'interno della stessa famiglia con ben 14 pittori attivi tra le valli bergamasche e il Trentino.

    Nella loro terra di origine, l'affresco più bello e famoso si trova proprio nella sacrestia della chiesa parrocchiale di Ornica, questo piccolo borgo incastonato tra le montagne. Entriamo in questa stanza accompagnati dal sindaco e restiamo ammirati di fronte agli affreschi nelle vele della crociera eseguiti nel 1485 da Angelo Baschenis. Nella vela est è raffigurato un poderoso Cristo Pantocratore assiso in trono, nella vela opposta l'Assunzione di Maria vestita di un delicato manto decorato minuziosamente. Nelle vele ai lati sono rappresentati su troni che sembrano architetture gotiche i quattro dottori della Chiesa con ai loro piedi i simboli degli evangelisti. La chiesa è sempre aperta ma non la sacrestia. Se volete vedere gli affreschi gli abitanti di Ornica saranno ben felici di aiutarvi, vi basterà chiedere al ristorante Da Marta, l'unico nel paese.

    Continuiamo il nostro tour alla ricerca delle tracce di questa dinastia accompagnati dal nostro cicerone Dario Catteneo del gruppo “Terre dei Baschenis” nato per valorizzare queste testimonianze e per portare gruppi e appassionati alla loro scoperta. Raggiungiamo così l'oratorio di San Giovanni a Cusio. Oggi questo edificio si raggiunge con una piacevole passeggiata nel bosco a 15 minuti dal paese, ma nel Seicento era al crocevia della strada che collegava i paesi di Ornica, Cusio e Santa Brigida. Un luogo chiave per i collegamenti della vallata e per questo sorse qui un edificio religioso che si volle far decorare da Cristoforo Baschenis il Giovane. Gli affreschi che decorano la volta dell'abside vennero eseguiti tra il 1603 e il 1611 e narrano la storia di San Giovanni. Le pitture sottolineano anche la movimentata architettura dell'abside dando quindi l'impressione di osservare una cattedrale in miniatura, davvero inaspettata.

    Terminiamo il nostro tour nel paese dove sono nati i capostipiti della dinastia: Santa Brigida. Qui facciamo tappa presso l'antica parrocchiale. Prima di entrare in chiesa ci soffermiamo sotto il bellissimo portico dove ci accolgono importanti cicli di affreschi che risalgono alla metà del Quattrocento e sono opera di Pietro degli Asinelli.

    Entrati in chiesa notiamo alla nostra destra la cappella di San Nicola da Tolentino con un doppio strato di pitture. Quelle più moderne si trovano sulla sommità dell'arcata e nell'intradosso dell'arco dove non fatichiamo a riconoscere la mano di Angelo Baschenis che abbiamo conosciuto a Ornica. Anche qui un poderoso Cristo Pantocratore attorniato dai simboli degli evangelisti ci osserva dall'alto. Ai suoi lati i quattro dottori della Chiesa che lasciano poi spazio alla crocifissione e alle scene della vita di San Nicola.

     

    Il Mulino di Cusio: 400 anni di storia e di agricoltura di montagna

    Nel pomeriggio torniamo a Cusio, a poca distanza dall'Oratorio di San Giovanni per conoscere un'altra particolarità della valle: il mais brembano, lavorato in un mulino tanto antico quanto splendido.

    Mariangela dall'associazione dei cerealicoltori ci spiega come nel 2014 sia nato un progetto per incentivare la coltivazione e favorire la lavorazione e diffusione del mais brembano. I terreni scoscesi di queste montagna non permettono l'utilizzo di tecniche industriali per la sua lavorazione quindi tutto il processo è ancora fatto come una volta. Nel mese di ottobre i soci dell'associazione dei cerealicoltori raccolgono le pannocchie dai loro appezzamenti nascosti tra i boschi e le case e li conferiscono all'essiccatoio dove le pannocchie vengono impoverite di umidità, sgranate e poi portate al mulino dove avviene la trasformazione in farina.

    L'Antico Mulino di Cusio è un vero gioiello di questo territorio. La struttura risale alla fine del Seicento e i proprietari hanno saputo preservarla fino ai giorni nostri tanto da essere uno dei pochi mulini storici ancora perfettamente funzionanti. Valerio, il mugnaio, ci mostra le fasi di lavorazione: il mais viene versano nella tramoggia dove un lento e costante movimento fa cadere i chicchi tra le due macine. La ruota superiore sgretola il chicco che diventa farina integrale di ottima qualità che mantiene tutte le componenti alimentari (crusca, amido, germe e olio). Tutto questo movimento è possibile unicamente grazie alla forza dell'acqua del torrente che viene incanalata fino alla possente ruota in ferro.

    L'associazione dei cerealicoltori e il mugnaio Valerio sono ben felici di accogliere famiglie, gruppi e scolaresche per far percorrere ai più giovani il percorso del mais brembano dal campo alla tavola, un itinerario affascinante che permette di scoprire un mondo antico ma ancora possibile in cui la terra e l'uomo possono coesistere in armonia e rispetto.

     

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