La natura ogni anno ci dona erbe e fiori spontanei che possono essere un’importante riserva di sostanze nutritive utili all’organismo e deliziose in cucina! Avete mai cucinato con erbe raccolte con le vostre mani? È davvero un’esperienza piacevole passeggiare in mezzo alla natura e raccogliere le migliori erbe spontanee che si incontrano lungo il percorso. Basta organizzarsi con un paio di forbici e un sacchettino di stoffa o meglio ancora un cestino, per regalarsi la gioia e la soddisfazione di arrivare a fine giornata e preparare piatti inediti e deliziosi con le erbe spontanee da voi appena raccolte.
Le erbe ad uso culinario in natura sono davvero tantissime, e ognuna ha differenti proprietà; in questo articolo ve ne presentiamo alcune che per gusto o eccezionali proprietà nutritive, meritano di essere assaggiate. Un toccasana per organismo e palato!

Erba Alliaria: la pianta spontanea di Tutankhamon

L’Erba Alliaria ha un’origine che risale alle antiche civiltà, era rinomata tra i Babilonesi sin dal 3000 a.C. e se ne consumavano grandi quantità tra i Greci e i Romani. Si racconta che resti di alliaria siano stati ritrovati persino nella tomba del faraone Tutankhamon. L’Alliaria, il cui habitat preferito è la montagna, ha una caratteristica che la rende inconfondibile: ogni parte della pianta, se strofinata o maneggiata, emana un pungente odore di aglio. In erboristeria viene usata soprattutto per produrre un olio dalle proprietà espettoranti e antisettiche. In cucina invece le foglie e i giovani getti primaverili vengono usati per la preparazione di minestre, zuppe, o come ripieno di torte rustiche.

Ortica: pianta urticante che depura l’organismo

Partiamo da una delle erbe spontanee più note e temute per le sue proprietà urticanti. Proprio a causa delle irritazioni alla pelle che può causare, è necessario prestare molta cautela durante la sua raccolta e la preparazione per la cottura. Il suo sapore ricorda molto gli spinaci, e si può definire “alleata delle donne” in quanto presenta un alto contenuto di vitamina C, ferro e mucillagini. Le sue proprietà sono diuretiche e depurative. È molto comune in orti e giardini, e in cucina può essere consumata cotta nelle zuppe e minestre o anche usata come ripieni di ravioli, o in farinate e frittate.

Borragine: nulla da buttare

Una pianta erbacea che può raggiungere gli 80 centimetri di altezza, la Borragine ha fiori con cinque petali disposti a stella di un bel colore blu-viola. La pianta cresce spontanea fino ai mille metri di altitudine e viene coltivata in tutte le regioni temperate del globo. Della Borragine non si butta via niente: tutta la pianta è edibile e le foglie più tenere possono essere consumate crude in insalata o lessate e condite e adoperate in risotti, frittate o ravioli. Ha ottime proprietà antinfiammatorie e protettive del sistema vascolare.

Sambuco: infinite proprietà e utilizzi in tavola

Nei boschi umidi, lungo le linee ferroviarie, fra i ruderi e lungo le strade di campagna cresce la pianta perenne del sambuco. Le principali proprietà di questa erba sono diuretiche, antinevralgiche, emollienti e antireumatiche. Il Sambuco agisce su diversi organi e sistemi, tra i quali il cuore, il cavo orale, l’intestino, lo stomaco, i reni, il fegato e l’apparato immunitario. In cucina può essere utilizzato sia per piatti dolci, come confetture e gelatine, sia per piatti salati come frittate. Inoltre da un distillato di fiori di Sambuco, insieme ad anice, finocchio, menta, liquirizia ed altri aromi si ottiene un gustoso liquore digestivo, conosciuto con il nome commerciale di Sambuca.

Farinello: la dieta dei contadini in tempi di carestia

Il Farinello è una pianta spontanea commestibile considerata da molti erroneamente come un’infestante per la grandissima capacità che ha di riprodursi, non tutti però sanno che ha ottime proprietà nutrizionali. In particolari tempi di carestia ha addirittura rappresentato una componente importante nella dieta dei contadini, e per questo motivo fa tuttora parte di molti piatti tipi regionali. É una pianta con ciclo annuale, in grado di raggiungere grandi dimensioni: se trova le condizioni giuste può arrivare a superare i 2 metri di altezza.  Le giovani foglie sono inoltre ricche di fosforo, potassio e vitamina B1, e per riconoscere la pianta si possono sfregare le mani sotto le foglie, si sente una specie di farina che gli dà proprio il nome di “Farinello”. I giovani germogli e le foglie della pianta sono perfetti per realizzare ottime pietanze e si possono mangiare crudi, cotti, lessati, al vapore o in padella.

Tarassaco: sottoforma di piatto o infuso risolve i problemi digestivi

Conosciuto anche con il nome di “Dente di Leone” il Tarassaco è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle asteracee, è ricco di ferro e ha proprietà diuretiche ed è un ottimo alleato contro i problemi digestivi. Il Tarassaco cresce dalla pianura alla zona alpina fino a oltre i duemila metri, e si trova nei prati, ai margini delle strade e nei luoghi incolti. La parte commestibile sono le sue foglie, che vanno lessate e condite con olio extra vergine di oliva o aggiunte in frittate, zuppe e risotti. Inoltre il Tarassaco può essere assunto sotto forma di infuso, estratto secco e tintura madre.

Portulaca Oleracea: la pianta che teneva lontani gli spiriti maligni

La Portulaca Oleracea è una pianta commestibile usata in cucina fin dall’antichità. Sboccia in estate con dei piccoli fiori gialli che si aprono quando c’è il sole e si chiudono di notte. Le foglie sono molto carnose, tanto da sembrare una pianta grassa. A livello nutrizionale questa pianta erbacea contiene molto Omega-3 e vitamine A e C. Viene consumata da tempi remoti come erba aromatica, e la cultura medievale attribuiva alla pianta il potere di tenere lontani gli spiriti maligni. Ancora oggi ha proprietà diuretiche, depurative, dissetanti e anti-diabetiche.

 

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