“Tutte queste sere sono andato, verso l’una del mattino a rivedere il Duomo di Milano. Questa chiesa, rischiarata da una bella luna, offre uno spettacolo di bellezza straordinaria ed unica al mondo. L’architettura non mi ha mai offerto simili sensazioni.”

Le parole dello scrittore francese Stendhal citate nel 1816, lette oggi risuonano con un’eco contemporanea. Questo perché la maestosità del Duomo di Milano è nota ancora oggi in tutto il mondo e sicuramente non “passerà mai di moda”.


Qual è la prima cosa che vi viene in mente quando pensate al Duomo di Milano? Beh, probabilmente la grande facciata, oppure la madonnina, magari anche le guglie e perché no…la piazza! Osservando la cattedrale simbolo della città di Milano, e scavando più in profondità tra storia, cultura ed elementi concreti si scoprono alcuni particolari che probabilmente nessuno, magari neanche voi, vi sareste mai immaginati che potessero esistere. Questo articolo vi condurrà direttamente nel cuore di Milano, dentro e fuori dal Duomo per conoscerlo e scoprirlo in maniera inedita attraverso 10 curiosità.

Dalla “Statua della Libertà” a Napoleone

Rechiamoci subito nella piazza antistante la chiesa, Piazza Duomo. Concentriamoci sulla maestosa facciata e orientiamo il nostro sguardo al centro, sopra il portone centrale. Più precisamente andiamo ancora un po’ più su, all’altezza del balcone. Eccoci: sul lato sinistro del balcone è presente una statua particolare che ci ricorderà qualcosa. È la Statua della Libertà (1)! Il suo nome noto è “Statua della Legge Nuova”, essa fu realizzata nel 1810 in epoca napoleonica da Camillo Pacetti, e avrebbe ispirato Frederic Auguste Bartholdi, nel 1885, per la realizzazione della Statua della Libertà di New York. Non a caso osserverete infatti che con quella celebre di New York vi sono degli aspetti comuni: entrambe reggono nella mano destra alzata una torcia e presentano il capo cinto.

La Statua della Libertà non è l’unica presente, infatti il Duomo di Milano è l’edificio al mondo con il più alto numero di statue (2). In totale si contano 3.400 statue, oltre a 135 gargoyle e 700 figure di altro genere. Numeri davvero impressionanti!

Tra le numerose figure sopra citate il Duomo ospita alcune statue tra le più bizzarre al mondo (3), tra queste ad esempio si trova la statua di due pugili (Primo Carnera ed Erminio Spalla), la statua oggi deturpata di Benito Mussoli, attrezzi sportivi come racchette, corde da climbing e guantoni per la boxe, e i demoni del Duomo.

Tanta straordinaria bellezza è stata realizzata in un lasso di tempo molto lungo: mezzo millennio (4). La costruzione iniziò ufficialmente nel 1386 e venne consacrata nel 1418, anche se all’epoca solo la navata era conclusa. Nei successivi 200 anni i lavori proseguirono a rilento e con frequenti interruzioni. Agli inizi del XIX fu Napoleone a completare la facciata e far ripartire la costruzione.

Il segreto è nelle pietre

Un’altra nota curiosa che contraddistingue la storia della costruzione del Duomo di Milano si potrebbe riassumere con due parole: “Ad UFA” (5). Questa scritta veniva apposta sui blocchi di marmo che provenivano dalla Val d’Ossola attraverso i Navigli e che dovevano superare i dazi doganali perché destinati alla costruzione della cattedrale. Il significato della scritta era Ad Usum Fabricae Ambrosianae. Da qui l’espressione “A ufo” che oggi tutti conosciamo per indicare qualcosa di gratuito.

Torniamo dove eravamo rimasti e avviciniamoci all’ingresso della cattedrale. Appena superato l’ingresso principale, abbassiamo lo sguardo verso i nostri piedi e notiamo sul pavimento una meridiana (6). Questa fu realizzata nel 1768 da alcuni astronomi dell’Accademia di Brera. Data la sua precisione, fino alla metà del XIX secolo regolava gli orologi di tutta la città.

Proseguiamo verso l’abside. Nell’arcata sopra l’altare notiamo una luce rossa che indica il punto dove pare sia custodito un chiodo della croce di Gesù (7).

Rimanendo all’interno del Duomo osserviamo l’organo più grande d’Italia (8): con le sue 15.800 canne si colloca al secondo posto in Europa per numero di canne e registri.

 

Nuova aria in città

Uscendo dalla cattedrale torniamo a respirare l’aria di città. Ma anche a proposito di aria di città, il Duomo c’entra qualcosa. Sulla superficie della facciata è stata applicata una speciale finitura antismog (9). Questa, attivata con la luce del sole, auto pulisce le pietre dell’edificio e ha inoltre il compito di depurare l’aria dagli agenti inquinanti.

È salutando il Duomo che non possiamo far altro che volgerci indietro e dare un ultimo sguardo alla famosa Madonnina, simbolo illustre di Milano. La Madonnina veglia da secoli sulla città proteggendola dal male, ma anche dai fulmini: l’alabarda che tiene in mano è un vero e proprio parafulmine (10) perfettamente funzionante, atto a proteggere il Duomo in caso di maltempo.

La prossima volta che vi troverete a passare per il Duomo guardatevi attorno e cercate di individuare le curiosità che avete letto, sarà sicuramente un’esperienza divertente, emozionante e nuova!