Situata sulla punta estrema della penisola di Sirmione, l’area archeologica delle Grotte di Catullo è circondata da un pregevole uliveto con oltre 1500 piante e dalle acque cristalline del Lago di Garda. Nell’area archeologica sono conservati i resti di una delle maggiori ville residenziali dell’Italia settentrionale che, secondo la tradizione, appartenne alla famiglia di Catullo, poeta latino morto nel 54 a.C. Anche secondo la testimonianza dei versi di Catullo è certo che egli avesse a Sirmione una residenza, ma che fosse proprio in questa zona è soltanto una possibilità. La prima rappresentazione dettagliata dei resti della villa è un rilievo dell’inizio dell’Ottocento; ampi scavi furono poi effettuati dal veronese Girolamo Orti Manara, che ne pubblicò i risultati in un’opera ancora oggi fondamentale. I resti della villa occupano un’area di circa due ettari ed è possibile apprezzarne molte parti ancora conservate nonostante l’incedere del tempo. Dal 1999 all’interno del parco della villa è anche presente un piccolo ma interessante museo archeologico, organizzato in più sezioni, che ospita numerosi reperti provenienti dagli scavi della villa romana delle Grotte di Catullo, da altre ville romane situate sul Lago di Garda (villa di via Antiche Mura a Sirmione e villa di Toscolano) e da siti archeologici della zona.
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