Viaggio tra i 4 colori della Valzurio

Oggi vi portiamo in un angolo poco conosciuto della Val Seriana: la Valzurio. Con gli amici di PromoSerio, che hanno organizzato il nostro blog tour, andremo alla scoperta di questa valle trasversale ai piedi della Presolana, un vero paradiso di acqua e natura accessibile a tutti.

Il punto di ritrovo è a Villa d’Ogna. Da qui saliamo in auto fino a Oltressenda Alta. In circa 20 minuti arriviamo al termine della strada asfaltata e lasciamo l’auto in un piccolo parcheggio. Indossiamo i nostri scarponi, lo zaino e via, seguendo Alessandra di PromoSerio che ci farà da guida.

Per raccontarvi la nostra giornata in Valzurio ho deciso di utilizzare 4 colori che rappresentano bene quello che abbiamo visto e provato durante la nostra esperienza. Siete pronti?! Iniziamo!

 

Verde – Relax nella natura

Il percorso è semplice. Si svolge su una strada bianca con pendenza molto dolce ed è quindi adatto a tutti. Mentre camminiamo Alessandra ci dice che nei weekend estivi è un’ottima meta per chi vuole fare un picnic o una grigliata visto che ci sono alcune aree attrezzate.

La maggior parte della camminata si svolge nel bosco e quindi la temperatura è davvero gradevole anche se è fine luglio e siamo solo a circa 1.000 metri d’altezza.

Il nostro percorso è un susseguirsi di sfumature di verde. Iniziamo con quelle vivaci delle latifoglie nel pieno del loro splendore, per passare a quelle tinte grigiastre delle faggete, per arrivare poi al verde intenso degli abeti.

Circa a metà strada, ci fermiamo per una sosta nei pressi del Buco del Freddo. Alessandra ci spiega che per secoli, gli allevatori locali hanno sfruttato la presenza di una corrente di aria gelida, costante durante tutto l’anno, per la conservazione dei formaggi e del latte. Il piccolo deposito costruito tra le rocce è stato restaurato e allestito come doveva presentarsi in passato. Ci avviciniamo alle grate della porta per scattare qualche foto ed effettivamente sentiamo un forte soffio gelido che doveva essere più efficace dei nostri frigoriferi moderni!

 

Dopo circa un’ora di cammino, raggiungiamo le baite del baite del Möschel. Qui usciamo dal bosco e il panorama cambia completamente. Ampi prati si stendono davanti a noi e tra l’erba folta si notato tantissime essenze tipiche dei pascoli di montagna che donano tocchi di colori accesi al verde tenue dell’erba. All’estremità opposta del prato, ecco emergere all’improvviso le baite in pietra davvero molto caratteristiche.

Le superiamo e continuiamo sul sentiero per qualche minuto fino ad attraversare il torrente Ogna. Al di là del ponticello entriamo nel regno del blu, nel regno dell’acqua.

 

Azzurro – Il fresco dell’acqua

L’acqua è un elemento molto presente nella valle tanto da darle addirittura il nome. Valzurio infatti deriva da Valle Azzurra, proprio per via della grande disponibilità idrica di questo luogo.

L’ambiente più suggestivo sono indubbiamente le marmitte dei giganti dove ci conduce Alessandra. Un poco appartate rispetto al sentiero, queste grandi pozze scavate dai ghiacciai nella roccia creano bellissime cascate e giochi d’acqua.

L’acqua è molto fredda ma non resistiamo a toglierci gli scarponi ed ad immergere i piedi nel ruscello per rinfrescarci. Dalle nostre facce si capisce che il primo impatto è un po’ gelido… ma poi è un’esperienza davvero piacevole.

 

Mentre facciamo una pausa ai tavoli da pic nic, Alessandra ci illustra i tanti sentieri che si potrebbero percorre da qui. I principali portano ai rifugi Rinolmo e Albani sul versante opposto della Presolana. Ma ci sono anche altre possibilità sia per gli appassionati di trekking che per chi preferisce le vie ferrate. Noi invece dobbiamo tornare sui nostri passi perché ci aspetta una bella sorpresa…culinaria.

 

Bianco- Formaggi e sapori locali

Per pranzo ci fermiamo alla Baita Valle Azzurra (adesso sappiamo da dove deriva il suo nome) che si trova proprio sulla strada che abbiamo percorso in auto.

Il locale è molto bello e curato. Moderno ma senza trascurare il legame con il territorio e la tradizione. Esattamente la stessa filosofia che ritroveremo nei piatti che ci vengono serviti.

Iniziamo con un piatto di formaggi locali: il Valzurio, il Monte, il Taleggio e un formaggio di capra. Tutti prodotti nelle baite che abbiamo visto questa mattina o comunque a poche centinaia di metri dal ristorante. Andando spesso in giro per montagne, ci capita spesso di assaggiare formaggi, ma questi sono davvero eccezionali e le confetture al tarassaco e ai frutti rossi esaltano al meglio i loro sapori.

Proseguiamo il nostro pasto con un primo d’eccezione. Abbiamo seguito il consiglio della cuoca e abbiamo fatto bene. Queste tagliatelle con parüc, lo spinacio selvatico locale raccolto in quota, sono davvero fenomenali. Delicate e saporite al tempo stesso. Una vera delizia. E per non farci mancare niente, un bicchiere di Valcalepio, vino DOC bergamasco.

 

Concludiamo questo ottimo pasto con una generosa fetta di crostata ai frutti di bosco con gelato prima di incontrare la proprietaria, che è anche cuoca. Anna è una ragazza di Bergamo, innamorata di queste montagne fin dall’infanzia, che circa 6 anni fa ha lasciato tutto per trasferirsi qui e mettere in piedi un’attività che comprende il ristorante e un ostello. Quando parla della sua scelta le brillano gli occhi. Una luce particolare, carica di energia, contagiosa. Le difficoltà non mancano ma la determinazione è più forte. “Perché un turista dovrebbe venire in Valzurio?” le chiediamo. E lei “Perché è un luogo ancora autentico, dove si posso veramente percepire le stagioni che cambiano e vivere il contatto con la natura. Un luogo bellissimo capace di stupire con i suoi silenzi, i suoi paesaggi la sua storia”.

 

Marrone – Il passato che rivive

E proprio la storia locale sarà al centro della nostra ultima tappa. Scendiamo quindi a Piario, all’imbocco della strada che porta in Valzurio. Qui incontriamo Serena di PromoSerio che ci conduce alla Casa Museo di Piario. Veniamo accolti da Paolo, il presidente dell’associazione “Fil de Fer” che da oltre 20 anni gestisce questo luogo.

Paolo ci fa da guida in questo edificio che, pur mostrando i segni del tempo, conserva un fascino unico. Scopriamo che la casa appartiene da sempre alla sua famiglia e che ha deciso, insieme all’associazione, di trasformarla in un museo per raccogliere e conservare gli oggetti che gli abitanti del paese hanno voluto donargli. Visitiamo la stanza della zia zitella, quella degli sposi “ricchi”, quella dei bambini, la cucina, la cappella privata e molti altri ambienti. Intanto scopriamo come si vestivano, come cucinavano, come erano i ritmi, le relazioni e le difficoltà di un passato che a un secolo di distanza sembra lontanissimo. La casa è costellata curiossissimi oggetti dei quali Paolo ci spiega la funzione o la storia, dal tabacco da fiuto all’intimo dell’epoca, dall’organetto portatile ai tarocchi del 1600.

  

  

La casa non vuole essere una ricostruzione perfetta di un’epoca ma piuttosto uno scrigno dove conservare il passato ed evitare che venga perso per sempre. Per questo l’associazione è anche molto attiva nell’organizzazione di eventi di rievocazione storica durante i quali è possibile immergersi nella vita di montagna dell’800, cena compresa.

Per noi è giunta l’ora di fare ritorno a casa arricchiti anche questa volta di emozioni, storie e paesaggi appena scoperti. Non possiamo che chiudere con un invito a voi, quello di venire di persona a gustare i “colori” della Valzurio!

 

INFORMAZIONI UTILI PER LA TUA GITA

Itinerario Valzurio

Partenza e arrivo: Oltressenda Alta (località Spinelli)

Tempo di percorrenza andata e ritorno: 2h 30′

Dislivello: 350 metri

Difficoltà: Facile, il percorso è adatto a tutti anche famiglie con bambini

Ristoro: durante il percorso non ci sono punti ristoro ma numerosi tavoli da pic-nic e postazioni per barbecue.

 

Per chi desidera un pranzo tipico e vuole alloggiare in zona consigliamo la Baita Valle Azzurra

Per chi desidera visitare la Casa Museo di Piario o ricevere informazioni sulle altre località visitabili nella zona consigliamo di contattare PromoSerio

 

Iniziativa realizzata nell’ambito del bando Wonderfood & Wine di Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia per la promozione di Sapore inLOMBARDIA