L’acqua, una risorsa tanto preziosa quanto fragile, è stata la protagonista di una gita molto particolare organizzata in collaborazione con Levissima.

In un  soleggiato sabato di fine settembre ci incontriamo con gli altri partecipanti a Cepina, Bormio, presso lo stabilimento dove si imbottiglia l’acqua che ogni giorno raggiunge le nostre tavole. Da qui saliamo al vicino borgo di Oga dove, accompagnati dalla nostra guida Mauro Re Dionigi, ci inoltriamo nel fitto bosco di abeti e larici in direzione della Baita La Mandria. Dopo circa mezz’ora è d’obbligo una sosta per ammirare la naturale bellezza ai margini del Parco Nazionale dello Stelvio.

L’itinerario è stato intervallato da attività di forest bathing, che ci hanno permesso di immergerci senza barriera nella naturale armonia dell’ambiente che ci circondava. Ad esempio, abbiamo camminato ad occhi chiusi nella foresta: privati del senso della vista, la foresta si anima di suoni e sensazioni alle quali prima non facevamo caso, dal gorgoglio dell’acqua ai cambi di temperatura tra le zone in ombra e quelle assolate.

Riprendiamo la nostra salita fino alla fonte nota come Pozzaccio, nome forse poco lusinghiero per quella che è una sorgente in un bel balcone panoramico sull’Alta Valtellina. Questa è una delle fonti dove viene prelevata l’acqua che tutti noi conosciamo come Levissima, un nome che si deve alla felice intuizione del vescovo di Como, Monsignor Macchi, che dopo averla assaggiata esclamò: “È ottima, leggera, levissima” (dal latino “levis” che significa “leggero”). Proprio la leggerezza è uno dei tratti distintivi di quest’acqua oligominerale, caratteristica dovuta al ghiacciaio Dosdè che mille metri sopra di noi fornisce la risorsa primaria e alle rocce della montagna dove l’acqua penetra prima di tornare in superficie pura e rigenerante.

Siamo ora pronti per rientrare attraversando l’abitato rurale di Calosio, a 1.455m, per l’ultima tappa della giornata. La stanchezza inizia a farsi sentire ed è quindi molto gradita una sosta allietata da alcune brevi letture e aforismi sulla grande protagonista della gita di oggi: l’acqua, un bene “del quale non conosciamo mai il valore finché il pozzo non si prosciuga” come scriveva il britannico Thomas Fuller nel Seicento. Ascoltando queste parole, il pensiero non può non andare alla situazione dei ghiacciai e alla crescente importanza di conservare e tutelare questa risorsa perché  “più ci saranno gocce d’acqua pulita, più il mondo risplenderà di bellezza” come diceva Madre Teresa di Calcutta.

Recuperate le energie, ci dirigiamo verso Oga mentre il sole tramonta dietro le montagne e le illumina con i caldi colori della sera. Il saluto finale non poteva non avvenire ancora davanti all’acqua, quella dell’antico lavatoio di Oga, dove da secoli sgorga fresca e pura tra vasi di gerani in fiore e case affrescate.

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