Una giornata in Val Cavallina tra capolavori d’arte e natura

La Val Cavallina è una bella valle bergamasca lunga appena 30 km che raccoglie tanti luoghi meravigliosi ancora da scoprire. Con il comitato turistico inValCavallina abbiamo deciso di esplorarla percorrendo la ciclovia che segue il fiume Cherio e facendo alcune tappe per conoscerne la storia, la natura e i sapori.

 

Trescore Balneario: grande arte e vini doc

Saltiamo in sella alle e-bike noleggiate presso il negozio Fun Bikes di Entratico, un ottimo riferimento soprattutto per chi desidera affrontare con una bici i sentieri che salgono tra queste montagne. Noi optiamo invece per un itinerario più tranquillo e imbocchiamo la ciclovia che in circa 10 minuti ci porta al centro di Trescore Balneario.

Trescore è il centro più popoloso della valle ed è famoso per due motivi: le terme, note fin dai tempi dei romani, e l’Oratorio Suardi. Noi visitiamo questo secondo. L’Oratorio è il capolavoro di Lorenzo Lotto, uno dei più grandi pittori della bergamasca.  La cappella è completamente affrescata e si trova all’interno del magnifico giardino di Villa Suardi. Si può visitare tutte le domeniche pomeriggio accompagnati da una guida della Pro Loco che, come nel nostro caso, conduce alla scoperta dei messaggi nascosi nei dipinti, dei giochi illusionistici e dei rimandi al mondo contadino di questa “Bibbia dei Poveri” voluta nel Cinquecento da Battista e Maffeo Suardi. Rimaniamo affascinati da quante storie possa contenere questo piccolo oratorio che, una volta entrati, ti abbraccia e ti coinvolge in un racconto a 360° come solo i veri capolavori riescono a fare.

Saltiamo di nuovo in sella per un breve tratto che ci conduce alla nostra prossima tappa, immersa tra verdi filari di viti. L’agricoltura, per secoli attività cardine di questo territorio, rappresenta infatti ancora oggi un fiore all’occhiello come dimostra la Tenuta Medolago Albani che si estende per 25 ettari sulle pendici delle alture a nord della città.

Visitiamo l’azienda agricola in compagnia di Emanuele Medolago Albani discendente dell’ultima famiglia proprietaria di un bene che nel tempo è stato monastero e tenuta di caccia. Nelle bellissime cantine seicentesche scopriamo le tecniche di lavorazioni dei rossi, dei bianchi e dello spumante Val Calepio, la DOC più famosa delle terre bergamasche.

 

Lago d’Endine: Relax, natura e antiche fortezze

Riprendiamo le nostre bici e proseguiamo lungo la ciclovia verso il Lago d’Endine. Notiamo che la pista è ben segnalata e si sviluppa in piano o con moderate salite. Alterna tratti di pista ciclabile a tratti su strade secondarie. E’ un buon modo per collegare i paesi del fondovalle e per spostarsi lungo la Val Cavallina  conoscendone anche gli aspetti meno turistici.

Dopo circa 8 km raggiungiamo il Lago d’Endine che si svela all’improvviso davanti a noi. Veniamo subito accolti dalla quiete che si respira in questo luogo. Il lago è piccolo, poco più di 2 km quadrati di superficie, e nulla increspa queste acque fatta eccezione per qualche placida anatra. I caldi colori dell’autunno che si riflettono nelle sue acque contribuiscono a dare un’atmosfera idilliaca a questo angolo della valle.

Sulla riva destra del lago la pista ciclabile passa nei presi del Castello di Monasterolo e continua fino al cento del paesino. La vista è davvero magnifica. Da qui sorgiamo anche il borgo di Bianzano, abbarbicato sulla montagna, dove si erge il castello Suardi. Un bel fortilizio trecentesco raggiungibile anche a piedi in circa mezz’ora dalle sponde del Lago. E’ proprietà privata ed è visitabile solo in alcune date fissate dal comune.

Si è ormai fatta ora di pranzo e così attraversiamo un piccolo ponticello per recarci a Spinone. Qui ci fermiamo al ristorante Borgo dei Cigni, un locale con una vista affascinante sul lago e le montagne, ideale per una giornata soleggiata come questa. E’ un ristorante di classe e le origini napoletane della famiglia Prisco lo rendono un punto di riferimento per i piatti a base di pesce. Noi proviamo il menù con la proposta del giorno: il cibo e il servizio sono di ottima qualità (i fagottini ai porcini sono davvero eccellenti!) e la pace di questa terrazza panoramica rende la nostra pausa pranzo piacevolissima.

  

 

Buca del Corno: nelle viscere della Terra

Dopo pranzo riprendiamo le bici e torniamo verso Entratico per l’ultima tappa del nostro tour: la Buca del Corno. La grotta si raggiunge salendo per circa 15 minuti in bici dal centro di Entratico. Qui però è necessario avere una e-bike o delle gambe molto allenate. Altrimenti si può salire comodamente in auto o a piedi percorrendo il sentiero Pendesa in circa 30 minuti.

Dirigendoci verso l’ingresso della grotta attraversiamo un piccolo castagneto dove sono stati collocati tavolini per pic-nic e pannelli illustrativi sulle caratteristiche geologiche della zona. Siamo accompagnati da Fabio Brignoli, sindaco di Entratico e presidente del gruppo di volontari che la domenica pomeriggio della bella stagione organizzano le visite nella grotta.

Durante la visita scopriamo che questa grotta è stata formata dall’azione dell’acqua che filtrando in profondità ha generato una sorta di fiume sotterraneo che ha scavato, e scava tutt’ora, la roccia di calcare. Percorrendo i 600 metri di cunicoli si entra in un mondo parallelo dove è possibile ammirare la “vita” di una grotta osservando gli elementi classici di questo ambiente in diverse fasi di sviluppo. Le pareti scavate dall’acqua e poi rigate dall’umidità dell’aria somigliano più alla pelle di un elefante che alla nuda roccia e le sale che si alternano ci svelano ogni volta nuove meraviglie.

Vediamo cascate di roccia, laghetti sotterranei, vortici scavati dall’acqua in 250 milioni di anni, fossili, salamandre e un’infinità di cunicoli che creano bellissimi giochi di luci e ombre. La nostra meraviglia cresce ad ogni passo, non ci saremmo mai aspettati di trovare, nascosto tra i boschi della Val Cavallina, un mondo sotterraneo vivo e pulsante che speleologi e geologi vengono ogni anno a visitare da varie parti del mondo.

La nostra giornata è giunta al termine e possiamo tornare a casa arricchiti di tante nuove scoperte…è proprio vero che spesso abbiamo degli autentici tesori vicino a casa che non conosciamo proprio. E allora speriamo che il nostro tour vi abbia fatto pregustare le emozioni di una visita in questi luoghi in attesa di organizzare anche voi una gita fuori porta alla scoperta della Val Cavallina!

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