Franciacorta in bicicletta: tra vigne e castelli con le e-bike - Gite in Lombardia
Percorsi

Franciacorta in bicicletta: tra vigne e castelli con le e-bike

Da tempo sognavamo di visitare la Franciacorta in bicicletta. Il suo territorio è ricco di castelli, borghi e riserve naturali e le due ruote sono il mezzo ideale per conoscerli tutti attraversando i meravigliosi vigneti che rendono unico il suo paesaggio.
Condividi

    Da tempo sognavamo di visitare la Franciacorta in bicicletta. Il suo territorio è ricco di castelli, borghi e riserve naturali e le due ruote sono il mezzo ideale per conoscerli tutti attraversando i meravigliosi vigneti che rendono unico il suo paesaggio.

    Questo desiderio si scontrava però con la difficoltà di portare le nostre bici sul posto e con il fatto che non disponevamo di e-bike, necessarie per percorrere un territorio collinare senza preoccuparsi delle salite. Per ovviare a questi problemi abbiamo deciso di noleggiare le nostre bici direttamente a Iseo. Ci siamo affidati al comodo servizio di Bikeit Experience che permette di trovare noleggi in tutta Italia, prenotare la propria bici online e usufruire anche di un piccolo sconto.

    Dopo aver noleggiato le nostre e-bike ci mettiamo in viaggio per raggiungere la Franciacorta.  Al noleggio le nostre bici erano già pronte e abbiamo potuto saltare la coda risparmiando parecchio tempo. E' bastato mostrare il qr code al proprietario per ritirare le bici e partire per l'avventura.

    Lungo il Lago d'Iseo e il fiume Oglio (Iseo - Paratico - Capriolo)

    Il noleggio trovato su Bikeit Experience si trova fuori dal centro di Iseo lungo la comoda pista ciclabile che costeggia il lago omonimo. Anche noi imbocchiamo questa pista seguendo l'itinerario 1 (giallo) in direzione Clusane che raggiungiamo in circa 20 minuti. Scopriamo che il suo nome significa "paese delle chiuse" perché proprio da qui alcuni monaci cluniacensi iniziarono l'opera di bonifica della Franciacorta per renderla una terra fertile e produttiva, ma di questo vi parleremo in seguito.

    Abbandoniamo il tracciato 1 (giallo) per seguire il 3 (verde) verso est e raggiungere la nostra prima tappa: Paratico. Questa città si trova in una posizione strategica, incuneata tra il Lago d'Iseo e il fiume Oglio, confine naturale tra le terre bresciane e bergamasche. Del suo passato come frontiera resta ancora il castello Lantieri, abbarbicato su un alto colle al centro della città. Una leggenda locale sostiene che presso questo maniero abbia soggiornato anche Dante Alighieri e che si sia ispirato alla fisionomia del colle per immaginare il purgatorio della sua Divina Commedia. Oggi Paratico si presenta come una città tranquilla con il suo porto turistico e i balconi panoramici sul Lago, ma in passato era crocevia per le tonnellate di prodotti siderurgici che giungevano sulle chiatte da Lovere per essere caricate sulla ferrovia e spedite in tutto il Nord Italia.

    Dopo aver attraversato Paratico continuiamo verso sud tra i boschi e le vigne costeggiando il corso del fiume Oglio. Superati alcuni tornanti arriviamo a Capriolo. Se continuassimo lungo la pista ciclabile principale potremmo arrivare, tra circa un centinaio di kilometri, sulle sponde del Po. Noi invece seguiamo i cartelli dell'itinerario 3 che ci porta verso il centro del paese.

    Tra castelli e vigneti (Capriolo - Adro)

    Giunti nel centro storico di Capriolo facciamo una deviazione per raggiungere il castello pedalando lungo una salita. Per affrontarla occorre assolutamente una e-bike, non avevamo mai visto una via di paese così ripida! Il castello fu edificato attorno all'anno mille dalla famiglia Lantieri, signori di Paratico, e costituisce un altro tassello di quella imponente serie di fortezze che sono state testimoni delle aspre lotte feudali tra bergamaschi e bresciani per il possesso di queste terre. Giunti davanti al castello scopriamo che nel Seicento fu trasformato in un convento di clausura e dalla prima metà dell’Ottocento è affidato alle suore orsoline. Purtroppo non è possibile visitarlo ma la vista da quassù è davvero magnifica.

    Prima di tornare in paese decidiamo di seguire le indicazioni per la Pineta di Sant'Onofrio. La strada sterrata corre pianeggiante tra i boschi regalandoci ottimi scorci sulla parte meridionale della Franciacorta. Non possiamo inoltrarci molto perché ci porterebbe troppo lontano dal nostro itinerario principale ma la sensazione è che da qui si possa proseguire lungo fantastici itinerari in mountain bike sul Monte Alto.

    Noi invece, scendiamo nei vicoli medioevali di Capriolo per poi dirigerci tra le vigne verso Adro. Questo tratto del percorso è davvero suggestivo e ogni metro ci sarebbero viste da fotografare...ma la fame inizia a farsi sentire!

    La nascita della Franciacorta (Adro - Torbiato - Torbiere del Sebino)

    Ci fermiamo per mangiare qualcosa nella bellissima piazza di Adro, dove l'antica torre contrasta con la facciata barocca della chiesa creando uno scorcio interessante. Dopo esserci rifocillati, saliamo in bici fino alla torre campanaria ben visibile da tutto il paese. La torre ha una pianta quadrata, una merlatura ghibellina ed è tutto ciò che resta di un antico castello.

    Pur non essendo mai passati prima da Adro, la silhouette di questa torre ci pare famigliare. Ne capiamo il motivo solo poco dopo quando, passando davanti a una delle molte cantine, notiamo che questa torre è la stessa utilizzata per il marchio "F" di Franciacorta, quello che indica tutti i percorsi enoturistici e le cantine della zona.

    Ad Adro riprendiamo l'itinerario 1 (giallo) per la seconda parte del tour di oggi. Superato un piccolo colle raggiungiamo Torbiato dove veniamo accolti da una impressionante distesa di vigneti. Siamo nella zona centrale della Franciacorta, quella forse più nota e più ricca di vigne e cantine. In questo territorio, la coltivazione della vite ha origini molto antiche tanto che si trovano testimonianze risalenti alla preistoria ma solo durante l'alto medioevo alcuni ordini monastici avviarono importanti opere di bonifica che resero il terreno fertile e adatto alla produzione di vini e spumanti. Sembra che proprio la presenza di questi monasteri sia all'origine del nome Franciacorta, dal latino curtes francae, cioè comunità affrancate o esenti dal pagamento dei dazi per il commercio dei beni agricoli, in quanto impegnate nella bonifica dei territori a loro affidati.

    I filari dei vigneti sono capaci di conferire un particolare senso di armonia ed equilibrio al paesaggio e non ci stanchiamo mai della loro vista che, intervallata da piccole corti medioevali e laboriose aziende agricole, ci accompagna per kilometri fino alla riserva delle Torbiere del Sebino, l'ultima tappa del nostro tour.

    Le torbiere del Sebino

    Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, l'esistenza di questa importante riserva naturale si deve all'opera di sfruttamento intensivo dell'uomo. Quando nel Settecento si scoprì che la torba essiccata aveva una resa calorica superiore alla legna, iniziò una massiccia attività estrattiva per sfruttare questa abbondante risorsa. Tanto per avere un'idea dell'impatto economico è come se oggi si scoprisse un grande giacimento di petrolio. I cantieri sventrarono la terra, distrussero prati e boschi e crearono profonde voragini. Ma con l'avvento del petrolio la torba perse mercato e negli anni Cinquanta tutta l'area fu abbandonata.

    Le cave utilizzate per estrarre la torba si riempirono di acqua e questo attirò decine di specie di uccelli, anfibi e rettili oltre a facilitare la diffusione di una fitta vegetazione che riprese possesso del territorio abbandonato. Questo processo di rinaturalizzazione rese le torbiere uno degli ambienti umidi più ricchi e fragili d'Europa e per questo oggi è protetto e tutelato. Qui si possono osservare con facilità falchi, nibbi, cigni, aironi, svassi ma anche mammiferi. Noi per esempio abbiamo visto una decina di conigli selvatici intenti a brucare l'erba in un pratone.

    Attraversiamo in bicicletta gli specchi d'acqua della riserva ammirando sullo sfondo la mole del Monastero di San Pietro in Lamosa che da circa mille anni sorveglia questa zona della Franciacorta. Usciti dalle torbiere, perseguiamo seguendo il nostro tracciato che in una decina di minuti ci riporta ad Iseo dove riconsegniamo le bici al noleggio.

    Visitare la Franciacorta in bicicletta è un'esperienza suggestiva e appagante che consigliamo a tutti di provare. Gli itinerari sono ben segnalati sia in loco che con utili tracce gpx (qui il link). Grazie all'uso delle e-bike questo giro, come gli altri possibili in Franciacorta, sono adatti  a tutti comprese le famiglie. Noleggiare la bici in loco permette di vivere questa esperienza in totale serenità senza doversi preoccupare del trasporto e garantendo assistenza in caso di necessità.

     

    Dati tecnici

    Luogo di partenza/arrivo: Noleggio Bike Iseo, via per Rovato a Iseo.

    Bici: e-bike (sia city bike che mtb) NOLEGGIA LA TUA BICI A ISEO

    Lunghezza: 40 km

    Tempi: partenza da Iseo ore 10.00, arrivo ad Iseo ore 15.30 (i tempi includono le soste per foto, pranzo, ecc.)

    Tracciati:  Itinerario 1 (giallo) e Itinerario 3 (verde). Qui i tracciati scaricabili.

    Ho preso visione e accetto la privacy policy del sito

    Ricevi la newsletter

    Non perderti le ultime novità! Ricevi la newsletter con idee per le tue gite fuori porta, consigli stagionali e il calendario degli eventi.

    Le prossime gite organizzate

    Gite in Lombardia ti porta alla scoperta delle bellezze del territorio, anche quelle vicine a casa che a volte conosciamo così poco. Grazie a guide appassionate ed esperte conoscerai la natura, la storia, l’arte e le tradizioni locali e vivrai splendide giornate all’aria aperta e in compagnia.