Ogni giorno, circa duemila guardiacaccia percorrono i sentieri di tutta Italia per vigilare sul rispetto delle leggi ambientali. Controllano la pratica della caccia, il bracconaggio, lo stato delle acque e la raccolta di fiori rari e di funghi per tutelare la bellezza e la biodiversità dell’ambiente che ci circonda. Tra loro anche Cristina Rovelli che è stata la prima donna in Italia a svolgere questo compito e oggi collabora come guida ambientale con la nostra associazione.

Nell’ambito del progetto Sentinelle abbiamo intervistato Cristina che ci ha raccontato la sua infinita passione per la natura e tanti aneddoti interessanti sul suo lavoro.

 

Cristina, il tuo lavoro ti avrà sicuramente regalato molte emozioni. Ci racconti uno dei ricordi più belli?

Un giorno ero in giro in vigilanza, stavo camminando, quando mi sono accorta che sulla neve c’erano delle tracce di sangue. Le ho seguite e ho trovato una volpe ferita. Ho capito che mi stava chiedendo di seguirla in quanto camminava e quando non mi vedeva più si girava. Dopo un’ora di camminata mi ha condotto in un bosco. Con un verso ha fatto uscire da una tana due volpacchiotti, li ha leccati e poi è morta. A quel punto ho messo nello zaino i due cuccioli, li ho portati a casa e li ho svezzati. Poi li ho riportati nel bosco dove mi aveva portato la loro mamma circa un anno prima. È stato un episodio triste ma molto molto toccante che ricordo con affetto.

 

Ti è capitato di curare altri animali selvatici?

Sì, nella mia carriera mi sono occupata soprattutto di fauna e spesso mi è capito di curare animali feriti o rimasti orfani. Una volta ho svezzato dei cuccioli di capriolo orfani, li ho allattati con il biberon e quando sono cresciuti li ho liberati nel bosco. Mi è capitato anche di curare molti tassi e uccelli feriti, sempre con l’aiuto di un veterinario.

 

Hai sempre voluto fare questo lavoro?

Sin da bambina avevo un grande sogno: lavorare in mezzo alla natura. Volevo svolgere un lavoro che mi permettesse di vivere all’aria aperta e far qualcosa per salvaguardare gli animali selvatici. All’inizio però non sapevo esattamente come. Dopo il diploma in lingue straniere mi sono laureata in scienze naturali e ho fatto alcuni concorsi con scarsi risultati; all’epoca per il lavoro di guardiaparco e guardia forestale prendevano solo uomini.

Ma poi ce l’hai fatta?

Sì, nel 1990 ho finalmente passato il concorso è sono diventata la prima donna in Italia a diventare guardiacaccia. La cosa all’epoca ha suscitato un certo scompiglio, persino i dirigenti che mi avevano assunta mi avevano messa in guardia dicendomi che sarebbe stato un lavoro duro, sempre all’aperto, con caldo, freddo, pioggia, neve e persone armate. Tutti hanno cercato di scoraggiarmi nel mio entusiasmo. Anche i miei colleghi mi hanno sottoposta subito a una dura prova: con la scusa di farmi conoscere il territorio mi hanno fatta camminare per 12 ore al giorno per due giorni consecutivi, dormendo all’aperto in un sacco a pelo. Sono tornata a casa distrutta, ma ce l’ho fatta!

 

Ci sono altri ricordi che vuoi condividere con noi?

Ricordo le lunghissime ore passate nascosta dietro ad un cespuglio in attesa che arrivasse il bracconiere, che va colto sul fatto. Arrivavo ed andavo via con il buio, per non farmi vedere. Queste infinite attese, da sola in mezzo alla natura, mi hanno fatta riflettere molto. Tant’è che alcuni degli otto libri che ho scritto e pubblicato, sono nati proprio da questi periodi passati a contemplare la natura.

Un altro episodio è capitato un giorno mentre ero in vigilanza con un collega. Da lontano abbiamo visto delle motociclette che facevano cross a 2.000 metri. Scorrazzavano sui prati dove c’erano le marmotte, spaventandole a morte. Dopo un’ora di cammino li abbiamo raggiunti e affrontati. Non è stata una situazione semplice, in quanto queste persone erano ubriache e ci hanno aggrediti. Per fortuna poi abbiamo avuto la meglio, loro si sono calmati e sono stati denunciati.

Adesso lavori anche come guida ambientale e insegni nelle scuole?

Sì, tra i compiti di un guardiacaccia c’è anche quello di educare le persone al rispetto dell’ambiente. Per questo sono molto contenta di portare gruppi a camminare nei boschi della mia amata Valsassina e trasmettere loro il mio amore e la mia passione per lo straordinario patrimonio naturale che abbiamo e che dobbiamo proteggere tutti insieme.

 

Se vuoi conoscere Cristina e partecipare a una sua gita, qui puoi vedere le proposte che abbiamo in calendario.

 

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