Situato a 1.515 metri di altitudine, il Rifugio Elisa dona riparo dal 1926: ai partigiani durante la Resistenza e agli escursionisti di montagna oggi. Questo edificio nel cuore delle Grigne, di proprietà della sezione Grigne del Cai, è oggi gestito in maniera egregia da Elena Cosmo.

Nell’ambito di “Sentinelle”, il nostro progetto editoriale per dare voce a chi cura il nostro territorio, abbiamo intervistato Elena che ci ha raccontato la storia del rifugio e la sua grande passione per la montagna che dai teatri l’ha portata a vivere in mezzo alla natura.

La tua è una storia curiosa. Prima violinista, ora gestore di rifugio. Due professioni che sembrano agli antipodi. Come mai questa scelta?

Ho studiato al conservatorio e mi sono diplomata come violinista. Poi un giorno, quasi per caso, ho incontrato la montagna e me ne sono innamorata. A quell’epoca mi dedicavo all’insegnamento della musica classica e ai concerti ma nel 2010, dopo il Cammino di Santiago, qualcosa dentro di me è cambiato. Sentivo il bisogno di stare più a contatto con la natura, di camminare con lo zaino in spalla e così ho iniziato ad andare molto più spesso in montagna. Più salivo, più vedevo ambienti diversi, più ne cercavo di impegnativi. Ho sperimentato l’arrampicata, le ferrate, l’alpinismo, le creste invernali, le cascate di ghiaccio. Ogni volta mi sentivo bene e, quando sei sulla strada giusta, lo senti e vai avanti.

Come sei diventata rifugista?

Ancora prima ancora di prendere in gestione il rifugio Elisa mi sono trasferita dalla Brianza in Valsassina. Volevo vivere in una zona più naturalistica che assecondasse la mia passione per la montagna e il trekking. Ho incominciato a lavorare nei rifugi fino a maturare la volontà di prenderne in gestione uno.

 

Il Rifugio Elisa ne ha viste tante nella sua storia…

Sì, il primo edificio è stato costruito nel 1926 e durante la Resistenza era la base operativa dei partigiani. Per questo fu incendiato nel 1944 ma venne ricostruito subito dopo la guerra, nel 1947, usando le pietre originarie. Il nome, abbastanza curioso per un rifugio, è stato scelto del benefattore Evangelista Ferrario, che quando donò il terreno su cui fu costruito il rifugio, esplicitò la volontà di dedicarlo alla figlia Elisa.

Dove si trova esattamente il Rifugio Elisa?

Il rifugio si trova nel comune di Mandello del Lario. Dalla frazione di Rongio parte il sentiero 14 che in circa tre ore e con mille metri di dislivello, conduce al rifugio che affaccia superbamente sul Lago di Como. E’ aperto quasi tutti i weekend dell’anno, tranne un paio di mesi in inverno quando il gelo rende impossibile il lavoro. In estate invece siamo aperti per un periodo continuativo tutti i giorni.

 

La camminata per arrivare all’Elisa è piuttosto lunga. Ti capita che arrivino anche persone non esperte di trekking?

Sì, in effetti la camminata è lunga e il dislivello notevole. Lungo il percorso però non ci sono particolari difficoltà, quindi spesso arrivano anche persone alle prime armi. Chiaramente è necessario avere un minimo di preparazione fisica per sostenere 3 ore di camminata e 1.000 metri di dislivello. Mi piace che chi arriva al “mio” rifugio se lo debba un po’ sudare e anche io non mi tiro indietro. Lo percorro almeno 100 volte l’anno con lo zaino pieni di viveri e questo mi da la carica.

La musica è ancora parte della tua vita?

La musica rimarrà per sempre un bellissimo ricordo, ma adesso mi dedico completamente alla montagna e al territorio: appena ho un po’ di tempo libero faccio trekking ed escursioni. Tuttavia dal 2016, insieme ad alcuni colleghi, organizziamo un festival di musica classica portando i nostri strumenti e le nostre melodie nei rifugi.

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