Un piccolo paesino delle Orobie Valtellinesi di appena 287 abitanti sta facendo parlare di sé in tutto il mondo. Si tratta di Albaredo per San Marco che da giugno è diventato il primo metaborgo italiano. Con un’innovativa tecnologia applicata alla promozione turistica si può rivivere il passato come in una bellissima macchina del tempo.

Nell’ambito del progetto Sentinelle, il nostro progetto editoriale per dar voce a chi cura il nostro territorio, abbiamo intervistato il sindaco di Albaredo Patrizio del Nero. In qualità di sindaco e ideatore del progetto del metaborgo, Patrizio ci ha raccontato alcune curiosità sul progetto e la sua realizzazione.

Innanzitutto, cos’è un metaborgo?

Il termine è talmente nuovo che lo abbiamo inventato proprio per definire il nostro progetto. In parole semplici, si tratta di utilizzare la realtà aumentata per permettere ai visitatori di calarsi completamente nel passato del nostro paese. Muniti di apposito visore, per circa un’ora, i turisti possono passeggiando tra le strade del borgo vivendo in prima persona gli eventi passati dall’era glaciale ai giorni nostri. Grazie a questa potente tecnologia possiamo veicolare le informazioni turistiche in maniera divertente, sorprendente e in qualsiasi momento dell’anno.

Cosa vedono i turisti indossando i loro visori?

Il percorso si divide in 12 tappe attraverso le quali si vede la formazione geologica del territorio, dall’era glaciale ai giorni d’oggi. Ma non solo. Si entra anche nel Parco delle Orobie Valtellinesi camminando nei boschi e incontrando flora e fauna locali e si percorre la strada storica che collegava la Repubblica Veneta con l’Europa attraverso il Passo San Marco, incontrando i mercanti veneziani del Cinquecento.

La tappa più emozionante per me è quella che ricorda un fatto avvenuto nel 1753 quando i nostri emigranti da Livorno (dove lavoravano) portarono qui in paese la statua lignea della Madonna di Monte Nero, che ancora oggi noi veneriamo. Tramite il metaborgo si rivive questo evento esattamente com’è avvenuto trecento anni fa.

L’intero “viaggio” avviene all’interno del centro storico, un’area pedonale che permette di vivere l’esperienza in totale sicurezza.

Come è nato questo progetto?

Il progetto è nato nell’ambito di un bando regionale che riguardava la rigenerazione dei piccoli borghi, e grazie al quale abbiamo ottenuto il finanziamento necessario per poterlo realizzare. Il nostro obiettivo era quello di poter valorizzare e promuovere la conoscenza del territorio e delle sue peculiarità dal punto di vista storico, culturale e ambientale utilizzando la tecnologia della realtà aumentata immersiva: il metaverso appunto.

Un progetto interessante e molto articolato. Vi siete avvalsi di collaboratori per realizzarlo?

Sì, abbiamo collaborato con la società Carraro Lab di Brescia che si è occupata della parte tecnologica del progetto. La parte narrativa e creativa è stata fatta da noi, con l’aiuto e la partecipazione attiva dei residenti locali. Le scene che si vivono con il visore infatti, hanno come protagonisti non attori, bensì i locali vestiti appositamente con abiti dell’epoca.

Siete il primo comune italiano ad avere utilizzato il metaverso come strategia per valorizzare i percorsi turistici. Un bel primato?

Sì, siamo molto felici ed orgogliosi della riuscita del nostro progetto, che abbiamo presentato alla Fiera Europea del Turismo che si è tenuta a Bruxelles il 5 maggio 2023.

Il progetto è stato inaugurato il 3 giugno 2023 e da subito ha destato molto interesse. Ne ha parlato la stampa nazionale e internazionale e hanno già fruito dell’esperienza circa 400 persone. Siamo solo nella fase di avvio ma l’investimento di 100.000€ fatto per realizzarlo sta iniziando a dare i primi risultati. È una grande attrattiva turistica, ma soprattutto chi oggi visita il nostro borgo e vive questa esperienza, torna a casa portando con sé un patrimonio di conoscenza che diversamente non avrebbe potuto vedere.

Dove può essere acquistato il visore?

Il visore può essere acquistato al costo di 5€ presso il centro visita dell’Ecomuseo della Valle del bitto di Albaredo o in piazza San Marco, non è un visore usa e getta quindi può essere portato a casa e riutilizzato all’occorrenza. Il percorso è disponibile in italiano e inglese e i due versioni: la prima più semplice da visitatore, la seconda più interattiva che permette di partecipare a un gioco durante la visita con domande al termine di ogni tappa e per chi risponde a tutte correttamente il premio di “cittadinanza turistica del nostro borgo”.

 

Per maggiori informazioni è possibile visitare la pagina Facebook “Visit Albaredo per San Marco” o il sito ufficiale del comune.

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