Una giornata in Val Brembana: 4 cose+1 da fare a Dossena - Gite in Lombardia
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Una giornata in Val Brembana: 4 cose+1 da fare a Dossena

Arriviamo a Dossena in una bellissima giornata di metà autunno. Il cielo è limpido e le montagne della Val Brembana sono un caleidoscopio di rossi, arancioni e verdi intensi. Che bella la montagna d'autunno, e quante sorprese ci attendono!
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    Dossena si trova a poco più di 1.000 metri di altezza, a una decina di minuti da San Pellegrino Terme. Iniziamo la nostra giornata dalla principale attrazione del paese: le sue miniere. Noi le raggiungiamo in 10 minuti in auto ma volendo si può arrivare anche con una semplice passeggiata di circa mezz'ora.

    #1 Visita alle miniere di Dossena

    Ci accolgono i volontari dell'associazione delle Miniere che organizzano visite guidate su prenotazione tutte le domeniche da aprile a ottobre. Indossiamo il caschetto e siamo pronti a seguire Nicoletta che ci farà da guida.

    La storia delle miniere inizia con i Romani ma raggiunge l'apice alla fine dell'Ottocento quando la famiglia Modigliani acquista la licenza. Il padre del famoso Amedeo si trasferisce qui con tutta la famiglia e solo il fallimento della società estrattiva permetterà al figlio di dedicarsi all'arte.

    Seguiamo i binari e ci addentriamo nella galleria di carreggio dove fino al 1981 scorrevano i vagoni carichi di preziosi minerali. Qui si estraevano calamina, calcite e fluorite che veniva spedita in America e utilizzata per produrre i combustibili degli shuttle.

    Ai lati della galleria principale si aprono ampie "sale" dove si "coltivava" il minerale. Decine di uomini estraevano quintali di pietra che venivano portati all'esterno. Qui le donne separavano la roccia dal minerale che poi scendeva nel fondo valle per mezzo di una funicolare.

    Dopo circa mezz'ora all'interno della miniera le mani e la faccia sono gelide. Qui infatti c'è una temperatura costante di 9° e una umidità che rasenta il 90%. Pensare ai lavoratori che trascorrevano qui dentro anche 10 ore al giorno, tutti i giorni, fa venire la pelle d'oca.

    L'intero complesso delle miniere è costituito da 5 livelli per un totale di 25km. Attualmente è visitabile solo il livello zero che si conclude con una biforcazione. A sinistra la galleria del vento, da dove soffia un vento forte, freddo e costante. A destra la galleria dei sospiri, così chiamata perché fu scavata per dimostrare l'esaurimento della vena di minerale e di conseguenza del lavoro in miniera che, per quanto duro, permetteva di mantenere dignitosamente la famiglia.

    Ma proprio al termine della galleria dei sospiri, oggi è stato avviando un progetto innovativo voluto dal sindaco Fabio Bonzi. Qui è stata ricavata una cella dove cinque aziende locali portano a far stagionare alcune forme del formaggio locale che, dopo 3 mesi in miniera, diventa Ol Minadur, l'eccellenza gastronomica di Dossena. Al momento la produzione è molto limitata. Non è quindi facile trovarlo in commercio, ma il progetto è in crescita. Una bella idea per far rivivere la miniere e unire i due pilastri della storia e dell'economia di Dossena: l'attività estrattiva e la produzione casearia.

    Usciamo dalla miniera dopo un'ora che è proprio volata e ci soffermiamo ancora un attimo ad apprezzare la bellezza dell'ambiente montano vestito d'autunno.

    #2 Degustazione dei formaggi locali

    E parlando di formaggi non possiamo esimerci dalla visita a una delle più attive aziende agricole di Dossena, la Paloma Blanca, adagiata tra i morbidi pendii poco fuori dal paese.

    In questa azienda agricola Maria Luisa Gamba dà sfogo alla sua creatività producendo oltre 20 tipi diversi di formaggio. Oltre al Minadur e al classico stracchino ci sono formaggi con l'erba cipollina, il miele, le ortiche, lo zafferano, le castagne e molti altri. Ne assaggiamo qualcuno e sono davvero squisiti, merito di un latte di alta qualità e della passione della giovane casara.

    #3 Pranzo con i prodotti tipici

    Ormai è ora di pranzo e decidiamo di fare una sosta alla Trattoria Alpina. Il ristorante propone un menu semplice, legato ai prodotti e ai piatti del territorio. Ci accoglie un eccellente antipasto con salumi e formaggi locali. Seguono gli immancabili casoncelli fatti in casa e per concludere coniglio con polenta di mais integrale e grano saraceno.

    Da gennaio 2019 la Trattoria Alpina è gestita dai giovani della cooperativa I Raìs ("radici" in bergamasco) che hanno attivato una serie di progetti per mantenere vivo il paese e fornire servizi ai turisti. Ne parliamo con Lidia Alcaini, venticinquenne presidente della cooperativa. Lidia ci offre una bella fetta di torta sulla terrazza panoramica dell'ex albergo Mirasole, un altro progetto della cooperativa.

    La pizzeria del Mirasole è stata riattivata ma poiché le camere non erano agibili dopo una chiusa di oltre un decennio, i ragazzi hanno lanciato nel 2019 l'idea di un albergo diffuso. Al momento gestiscono cinque appartamenti, una bella idea per venire incontro alle nuove esigenze del turismo in un contesto un tempo caratterizzato dalle seconde case. I Raìs organizzano anche molti eventi per animare il paese; tra questi "Folclore e Sapori" (in agosto), antichi mestieri e sapori si mettono in mostra nelle vie del centro storico, oppure "CioccolanDossena" (a novembre), una grande sagra dedicata al cioccolato con la presenza di tutte le pasticcerie della Val Brembana.

    #4 Tour nel centro storico con tappe ai murales e alla chiesa Arcipresbiterale

    Prima di concludere il nostro tour a Dossena abbiamo appuntamento con Walter Balicco, assessore e membro della cooperativa, che ci farà da guida nel centro storico. Lungo la via che conduce alla chiesa notiamo numerosi dipinti sui muri delle case. Walter ci spiega che ce ne sono oltre 60, la maggior parte realizzati a cavallo degli anni '70 e '80 per volere di FIlippo Alcaini, pittore e assessore. Alcaini si era inventato una rassegna artistica coinvolgendo numerosi pittori che hanno decorare le case di Dossena con scene della sua storia e delle sue tradizioni. Un museo a cielo aperto che si è arricchito nel tempo ed è oggi conservato con amore dagli abitanti di Dossena.

    L'ultima tappa è presso la chiesa Arcipresbiterale la cui storia è fortemente legata alle miniere. Durante l'Impero Romano, infatti, molti degli schiavi impiegati nell'attività estrattiva erano cristiani.  Diventati liberi essi costituirono la prima comunità cristiana della Val Brembana e diedero origine a questa chiesa. Per via di questo fatto, la chiesa di Dossena è stata per secoli punto di riferimento per tutte le comunità locali e da lei dipendevano 56 parrocchie. Grazie a questo primato, molti cittadini abbienti decisero di donare importanti opere d'arte come i dipinti del Veronese, Rubens e Tiziano ancora conservati nelle cappelle.

    Oggi questo prestigio è venuto meno ma il legame della comunità con la sua chiesa è ancora molto forte e sentito soprattutto in occasione delle processioni religiose, a Dossena se ne svolgo ben quindici durante l'anno.  La più spettacolare è quella del Madunù. Da 160 anni il Venerdì di Pasqua una enorme statua della Madonna pensate diversi quintali, coperta da monili ed ex voto, viene portata a spalla per le vie del paese in segno di riconoscenza e devozione.

    #5 Il ponte sospeso più grande d'Europa (cooming soon)

    Prima di salutarci Walter ci conduce dietro la chiesa sul tracciato dell'antica Via Mercatorum che per secoli collegava Dossena a Bergamo. Proprio qui sorgerà un punte tibetano lungo 500 metri e alto 140 metri. Sarà il ponte sospeso più lungo e alto d'Europa. Il progetto verrà ultimato per il 2021 noi non vediamo l'ora di tornare qui per sperimentare questa nuova attrazione che si aggiunge alle altre ricchezze del patrimonio di Dossena.

     

    Questo blog tour è stato realizzato nell'ambito del bando Viaggio #InLombardia finanziato dalla Regione Lombardia

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