Una gita a Pavia. Tour nella capitale longobarda

Oggi vi raccontiamo la nostra gita a Pavia in cui abbiamo potuto riscoprire le bellezze di questa città appartenenti all’epoca longobarda. Pavia è una città di origini romane che svolse un ruolo fondamentale durante uno dei periodi più significativi di tutta la storia italiana, ovvero il periodo longobardo. Nel V secolo Pavia fu conquistata dai Longobardi, quando già era sede dei sovrani ostrogoti, tra cui il celebre Teodorico. Da quel momento l’antica Papia, da cui deriva il nome moderno, fu capitale del Regno Longobardo per ben due secoli fino alla conquista di Carlo Magno nel 774. Durante il periodo carolingio e anche quando fu istituito il Regno Italico, Pavia continuò a occupare un ruolo centrale non solo a livello politico, ma anche a livello commerciale, grazie alla sua posizione strategica sul fiume Ticino e lungo la Via Francigena.

Un itinerario alla scoperta dei tesori longobardi

Passeggiando lungo le vie di questa bella cittadina abbiamo potuto notare che quello che rimane del passato longobardo è ancora visibile, nonostante l’usura e il reimpiego dei materiali nei secoli. Visitando antiche chiese ed ex monasteri è stato come fare un viaggio indietro nel tempo e rivivere il passato glorioso di Pavia capitale longobarda. Abbiamo anche potuto scoprire che i luoghi sacri furono importantissimi per i Longobardi dopo la loro conversione al cattolicesimo ed i loro sovrani volevano esservi sepolti per garantirsi la memoria eterna. Durante la visita è stato inevitabile imbattersi anche in altri monumenti storici successivi al periodo longobardo perché Pavia, grazie al suo passato ricchissimo di storia, è un vero e proprio museo a cielo aperto.

Iniziamo il nostro itinerario in una delle chiese più importanti di Pavia, la romanica basilica di San Michele Maggiore, un luogo davvero molto affascinante. Il nucleo originario risale al periodo longobardo di cui oggi rimane solo la parte inferiore del campanile. La basilica fu infatti ricostruita nel XII secolo usando pietra arenaria, l’elemento caratteristico di San Michele, e dopo il periodo longobardo fu luogo di incoronazioni come quella del celebre Federico I Barbarossa. Imboccando Corso Garibaldi e risalendo verso Corso Mazzini giungiamo in via Scopoli per visitare l’ex convento benedettino e la chiesa di Santa Maria delle Cacce. L’antica struttura longobarda, voluta secondo la tradizione dal re Desiderio, deve il suo nome al fatto che fu eretta fuori le mura della città in un’area in cui i re longobardi andavano a caccia. Del nucleo originario della chiesa, visitabile su prenotazione, rimangono solo alcune tracce, come le finestre ed una colonna in marmo posta all’interno. Imbocchiamo poi via Spallanzani e arriviamo in Piazza Leonardo da Vinci, dove sorgeva la chiesa di Sant’Eusebio che fu ricostruita al tempo del re longobardo Rotari sull’area di una preesistente cattedrale ostrogota e che rappresentò il fulcro della conversione al cattolicesimo dei Longobardi. Della struttura originaria si può vedere solo la cripta, visitabile solo su prenotazione. Proseguiamo quindi il nostro itinerario lungo corso Strada Nuova per raggiungere la nostra prossima meta, un altro bellissimo tesoro longobardo.

Basilica di San Michele Maggiore

 

Costeggiamo Piazza Castello e imbocchiamo via Liutprando per giungere alla magnifica chiesa di San Pietro in Ciel d’Oro, che sorge nell’omonima piazzetta. Di origine longobarda, fu ricostruita nel XII secolo. Al suo interno custodisce la tomba del re longobardo Liutprando e le reliquie di Sant’Agostino, racchiuse in un’arca marmorea che possiamo vedere sull’altare maggiore. Ci dirigiamo ora verso Piazza Botta in cui sorge un altro edificio sacro longobardo, l’ex monastero di San Felice, realizzato per volere della moglie dell’ultimo re longobardo Desiderio e destinato alle monache benedettine. Nel corso dei secoli l’edificio fu rimaneggiato più volte e oggi alcuni spazi sono adibiti ad aule universitarie. Gli interni sono visitabili su prenotazione. Proseguiamo la visita in via Mascheroni, dove sorge la chiesa di San Giovanni Domnarum, una delle chiese longobarde più antiche di Pavia. L’edificio sacro probabilmente svolse anche funzione di battistero riservato alle donne (domnarum). Fortunatamente era ormai pomeriggio e siamo riusciti a vistare la cripta, la parte più antica e suggestiva in cui sono ancora visibili elementi strutturali delle preesistenti terme romane.

Arca di Sant’Agostino, chiesa di San Pietro in Ciel d’Oro

 

Ci rechiamo poi in via Menocchio e visitiamo il monastero di Santa Maria Teodote, detto anche di Santa Maria della Pusterla, fondato durante il regno del re longobardo Cuniperto e in cui sorge la cappella intitolata a San Michele. Proseguiamo il nostro itinerario in via Omodeo dove in epoca longobarda si ergeva la chiesa di Santo Stefano, ricostruita nel XII secolo e poi distrutta nel 1488 per lasciare spazio all’odierno Duomo, il più grande edificio sacro della città al cui interno sono custodite e venerate le spoglie del patrono San Siro e le reliquie delle Santissime Spine.

Plutei di Teodote provenienti dall’oratorio di San Michele alla Pusterla

 

Siamo giunti al termine del nostro itinerario dedicato alla storia di Pavia longobarda, ma le sorprese di questa meravigliosa città non finiscono qui! Non ne siete convinti? Organizzate presto una visita e lo scoprirete da soli!

 

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