Lungo il Sentiero dei Grandi Alberi

Oggi vi presentiamo un sentiero molto particolare perché vi porterà a osservare degli alberi. Qual è la novità? Direte voi. La particolarità sta nel fatto che lungo questo percorso potrete ammirare nove piante plurisecolari. Una vera rarità in montagna se pensate che fino a pochi decenni fa gli alberi, una volta raggiunta una certa dimensione, venivano abbattuti per farne legna da ardere o costruire.

Il Sentiero dei Grandi Alberi permette quindi di osservare dei veri e propri giganti verdi camminando lungo un sentiero semplice, ben segnalato e immerso in un fresco bosco.

Partenza da Morterone, uno dei comuni più piccoli d’Italia

La partenza del sentiero è a Morterone, paese noto principalmente per essere uno dei più piccoli d’Italia. Attualmente, con i suoi 34 residenti è il secondo ma solo una manciata di anime lo separa dal primo in classifica Moncenisio, in Piemonte.

In linea d’aria Morterone si trova molto vicino a Lecco, tuttavia raggiungerlo non è così semplice. L’unica strada è quella che sale da Ballabio, 14 km di curve e tornanti. Il panorama è spettacolare però ci vuole più mezz’ora per percorrerla tutta. Quando arriverete, non troverete un borgo così piccolo come lo sparuto numero di abitanti possa far immaginare. La conca dove si sviluppa il comune e tutta la sua miriade di frazioni è infatti punteggiata da molte case. Questo perché fino agli anni ’50 gli abitanti erano circa 300 (10 volte quelli attuali). Il tracollo della attività tradizionali come il taglio della legna e l’allevamento ha svuotato in un paio di decenni il paese tanto che adesso non vi sono negozi o servizi ad eccezione di un piccolo ristorante.

Il punto di partenza del Sentiero è nei pressi della piazzola dell’elisoccorso. Per raggiungerla dovete superare la chiesa del paese e il ruscello. Se cercate su google “Sentiero Grandi Alberi Morterone” potete trovare un pdf con la mappa dettagliata del percorso e alcune spiegazioni sulla flora e storia locale.

Mentre percorriamo la strada che ci porta al punto di partenza, osserviamo qua e la nei prati alcune statue di arte contemporanea. Sono parte di un progetto nato nel 1988 per volere del’Associazione Amici di Morterone. L’idea è quella di trasformare il paese in un Museo d’Arte Contemporanea a Cielo Aperto. Durante gli ultimi 30 anni, quasi ogni estate vengono chiamati artisti italiani e stranieri per lasciare un loro omaggio a questo territorio.

Il Sentiero dei Grandi Alberi è ben segnalato e inizia a un’altitudine di circa 1.000 metri, sviluppandosi in in piano o con salite moderate.

Attraverso distese di boschi dove un tempo c’erano distese di prati

Uno degli alberi più monumentali che incontriamo si trova in località Frasnida  il cui nome deriva da faggio, specie molto diffusa in questa zona. Un breve deviazione di circa 5 minuti ci porta a Frasnida bassa, la frazione più caratteristica di Morterone, che ha conservato alcuni edifici rurali dal tipico tetto spiovente in pietra.

Il motivo per il quale questi alberi sono stati lasciati crescere così a lungo risiede nel fatto che fino agli anni ’70  dove oggi vediamo distese di boschi c’erano invece prati per l’allevamento. E quindi gli allevatori avevano bisogno di alberi in grado di proteggerli dal sole nelle ore più calde della giornata. L’abbandono della pastorizia ha consentito al bosco di avanzare modificando completamente il panorama che possiamo oggi osservare.

In salita verso il Poncione e il Cul Volt

La nostra camminata si fa adesso un po’ più impegnativa con una salita a tornati verso il Poncione e poi il Cul Volt a quasi 1.300 metri. Attraversiamo una bellissima faggeta e ci rendiamo conto di quanto imponenti possono essere questi alberi. Il faggio infatti può arrivare fino a 30-35 metri d’altezza e vivere fino a 150, ma alcuni casi eccezionali arrivano fino a 300 anni. Il faggio è detto “madre del bosco” perché le sue foglie produco un ottimo humus ma anche “matrigna” perché sotto le sue fronde non lascia passare molta luce e quindi poche specie possono vivere nel sottobosco. In compenso la faggeta è una dei luoghi più freschi delle nostre Prealpi ed è quindi piacevole camminare qui dentro anche con la calura estiva.

Nella nostra salita incontriamo alcune fonti realizzate per trattenere l’acqua così preziosa in questo territorio. Tutta la Costa del Palio, sulla quale ci stiamo muovendo, è infatti un ammasso calcareo. Questo significa che l’acqua tende a penetrare in profondità e per questo sul percorso  non incontriamo ruscelli o pozze. Dove l’acqua incontra uno strato impermeabile riaffiora in superficie e lì, gli antichi allevatori hanno costruito vasche per permettere agli animali di abbeverarsi.

  

Verso i prati della Costa del Palio e rientro a Morterone

Proseguendo la nostra salita arriviamo in prossimità di una radura dalla quale si gode un bellissimo panorama sulla Val Taleggio che collega la Val Brembana con la Valsassina. Davanti a noi vediamo il passo della Culmine e i piccoli borghi di Vedeseta e Avolasio. Più in lontananza i Piani d’Artavaggio, le Grigne e il Resegone. Superata la Cul Volt, usciamo dal bosco e giungiamo sui prati della Costa del Palio. Qui ci fermiamo per un veloce pic-nic. Il sentiero ora incontra la strada bianca che sale da Morterone. Se svoltassimo a sinistra raggiungeremo in una decina di minuti il Rifugio del Grande Faggio. Noi invece prendiamo a destra e scendiamo a valle.

Il percorso adesso è meno suggestivo dell’andata ma essendo in discesa su una strada ampia è anche più semplice. Incontriamo ancora alcuni alberi secolari che si ergono al ciglio della strada. E proprio nei pressi dell’ultimo tornante incontriamo l’albero più grande della zona. Siamo in località Piano di Costa e qui si erge un faggio di 137 cm di diametro.

Ormai siamo in vista di Morterone, solo una ventina di minuti ci separa dal posteggio dove abbiamo lasciato la nostra auto.

L’itinerario in breve

Partenza: Morterone Centro

Arrivo: Morterone Centro (percorso ad anello)

Tempo di cammino: 3 ore e mezza

Dislivello: 300 metri

Lunghezza: 7,2 km

Difficoltà: medio facile

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