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Leggende e misteri della Lombardia

Nei secoli, storia, fantasia e antichi miti si sono fusi per dar vita a decine di misteri e leggende. Ne abbiamo selezionate alcune per farvi scoprire alcuni luoghi della Lombardia da una prospettiva differente.
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    Un ponte costruito dal demonio, uno strano mago che comanda le fiamme, la chiesa dei diavoli (che è più famosa di quello che potete pensare)  e infine la  scoperta della reliquia più preziosa della storia. Nei secoli, storia, fantasia e antichi miti si sono fusi per dar vita a decine di misteri e leggende. Ne abbiamo selezionate alcune per farvi scoprire alcuni luoghi della Lombardia da una prospettiva differente.

    Il Santo Graal è a Mantova

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    Nel corso della storia centinaia di persone sono partite per viaggi avventurosi alla ricerca del Santo Graal, il sangue di Cristo. Ma per trovarlo bisogna recarsi a Mantova nella parrocchia di Sant'Andrea Apostolo. Secondo la tradizione il soldato romano Longino, che trafisse il costato di Gesù, raccolse il sangue e lo portò a Mantova nel 36 d.C.. Qui, a seguito delle feroci persecuzioni contro i cristiani fu catturato ma prima di venire decapitato riuscì a nascondere l’ampolla in un luogo segreto. Se ne persero le tracce fino all'804 quando Sant’Andrea apparve in sogno a un fedele e gli indicò dove si trovava la reliquia miracolosa. Saputo della scoperta il Papa Leone III si recò a Mantova con l’Imperatore Carlo Magno per accertare la veridicità del ritrovamento. Compiuta la verifica il pontefice ne diede qualche goccia al re, che le portò a Parigi e fece costruire una chiesa, intitolata proprio a Sant'Andrea per proteggere e conservare la reliquia. Ancora oggi è possibile ammirare il sangue di Gesù nella cripta della basilica.

    La chiesa dei diavoli

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    Nel 1386, il signore di Milano Gian Galeazzo Visconti decise improvvisamente di costruire una cattedrale e volle che i lavori procedessero a tale velocità da sorprendere persino l’arcivescovo di allora. Perché tanta fretta? Qui entra in gioco la leggenda. Si dice che pochi giorni prima, Satana abbia fatto visita in sogno al duca di Milano dicendogli “Mi porterò la tua anima all'inferno se tu non costruirai una chiesa piena di immagini del signore del male". Una richiesta apparentemente assurda ma che non lasciava molta scelta a Gian Galeazzo. Nonostante l’impegno, il nobile milanese morì pochi anni dopo senza veder ultimato la sua cattedrale. La costruzione del Duomo andò a rilento per secoli, basti pensare che la facciata fu completata da Napoleone nel 1804. E solo nel 1892 furono completate le guglie e le decorazioni architettoniche che, 500 anni dopo quella famosa notte, realizzarono quanto promesso in sogno dal Visconti: una chiesa piena di immagini del signore del male. Infatti, come richiesto da Gian Galeazzo, a decorare il Duomo oltre alle 3.400 statue ci sono 96 doccioni che ritraggono demoni e diavoli.

    La serpe di Chiavenna

    A Chiavenna, molti portoni presentano al posto del classico battente una figura di serpe in ferro battuto per proteggere la casa. Una scelta curiosa se si pensa che il serpente è uno dei più classici simboli del male. La leggenda vuole che in un passato imprecisato la città fu sconvolta da una invasione di insetti che infestavano i campi e distruggevano i raccolti. Un mago che passò di lì disse ai chiavennesi che la piaga sarebbe stata debellata quando avessero visto un serpe bianca. Gli astanti rimasero turbati perché nessuno sapeva dell’esistenza di una serpe bianca e cacciarono l’uomo in malo modo. Nessuno però riusciva a scacciare gli insetti e quando riapparve il mago la popolazione lo supplicò di liberarli da quel flagello. L’uomo cominciò allora ad intonare una strana melodia che evocò da un fuoco che ardeva nella piazza un essere misterioso. Le fiamme presero le sembianze di un serpente sempre più caldo e luminoso fino a diventare di un biancore accecante. Tutti gli insetti vennero attratti da quella luce, ma avvicinandosi, furono bruciati dal suo calore. In onore a questa leggenda molte famiglie iniziarono a porre davanti alla propria casa un simbolo della serpe bianca che aveva salvato la loro città.

    La leggenda del Ponte di Pavia

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    Il Ponte coperto sul Ticino è uno dei simboli di Pavia. I primi a costruirlo furono i romani ma la loro opera fu distrutta all’inizio del Medioevo e nessuno lo ricostruì per molti anni. Secondo la leggenda, la notte di Natale del 999 una fitta nebbia scese sulla città e le barche che facevano la spola tra le due sponde non poterono più trasportare i pellegrini che volevano assistere alla messa. All’improvviso un gentiluomo vestito di rosso disse alla folla “Io posso costruire subito un ponte in pietra, se il primo essere che lo passerà sarà mio eternamente". Tutti allibirono perché dallo sguardo del gentiluomo capirono che era il diavolo in persona. Tra i presenti c’era però anche un uomo vestito in povere vesti. Era l’arcangelo Michele che, dalla vicina chiesa aveva visto cosa stava succedendo ed era accorso. L’uomo disse "Abbiamo bisogno di riflettere. Tu comincia a fare il ponte e poi ti terrai il primo che passerà." Il diavolo accettò, e fatto il ponte si pose sul pilone centrale ad attendere il primo passante. L’arcangelo Michele afferrò un caprone e con una sferzata l’obbligò ad attraversare il ponte. Preso dall'ira per essere stato gabbato, il diavolo scatenò un violento nubifragio. Pioggia, vento, turbini e saette si abbatterono sul ponte, ma nulla poterono contro la saldezza delle arcate. Affinché il diavolo se ne stesse lontano, i pavesi costruirono una chiesetta dedicata al santo dei fiumi, Giovanni Nepomuceno, proprio sul grande pilone di mezzo, quello dove si era seduto il diavolo ad attendere la sua preda.

     

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    I commenti dei nostri lettori

    • Anonimo
      Rispondi

      per la mia ricerca é stato utile, bello

    • Girl 👆🏻 super
      Rispondi

      É molto bello imparare cose nuove

    • andreia
      Rispondi

      e bello saper piu cose nuove

    • Anonimo
      Rispondi

      bello

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