Le Ville di Seriate: storie d'arte e di donne eccezionali - Gite in Lombardia
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Le Ville di Seriate: storie d’arte e di donne eccezionali

Seriate vanta un passato ricco di storia testimoniato dalle sue eleganti ville. Ve ne presentiamo due che abbiamo visitato e che ci hanno particolarmente colpito per la loro bellezza e per le storie affascinanti che custodiscono.
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    Oggi Seriate è una città di oltre 25.000 abitanti alle porte di Bergamo. Condomini, capannoni, strade e piazze caratterizzano il suo territorio che si sviluppa senza soluzione di continuità con il vicino capoluogo orobico. Fino a qualche decennio fa però il suo paesaggio era molto diverso: campi, boschi e vigneti si estendevano sulle terre attorno al fiume Serio, nelle cascine ferveva il lavoro contadino, negozianti e artigiani proponevano le loro merci in piccoli negozi lungo le vie principali e le famiglie benestanti di Bergamo giungevano qui in carrozza o con il treno per trascorrere le vacanze.

    Testimoni di questo periodo che fu, sono le ville che ancora si trovano nel territorio comunale. Importanti custodi di un passato che è bene preservare e tramandare non solo per la bellezza artistica di questi edifici ma anche per le storie di coloro che le hanno abitate.  A Seriate si contano ancora molte ville ma vogliamo presentarvene due in particolare legate a due donne dalle vite eccezionali.

    Villa Ambiveri: filantropia e bande partigiane

    Villa Ambiveri può sicuramente gareggiare per il titolo di villa più bella di Seriate. Sorge a pochi passi dalla chiesa parrocchiale e si presenta come un imponente edificio di 58 stanze con cappella, autorimessa e porticato circondato da 1.600 mq di parco all'inglese.

    La villa fu fondata dai conti Vertova nel Settecento come dimora prestigiosa e nel corso dei secoli non sono mancati gli interventi per decorarla con sfarzo: dalle statue dei fiumi nel parco agli affreschi a trompe l'oeil nelle sala di rappresentanze.

    Ai Vertova succedettero i Tasca e infine gli Ambiveri. Con gli ultimi proprietari una parte della villa venne adatta per finalità produttive, in particolare venne avviato un fiorente stabilimento bacologico per la produzione di bachi da seta.

    E' in questo ambiente, tra lusso e lavoro, che cresce Betty Ambiveri, ultima proprietaria della dimora. Betty nacque nel 1888 ed era la primogenita di sette fratelli. Appena maggiorenne prese le redini dell'attività economica del padre ma insieme maturò anche uno spiccato interesse nei confronti di coloro che vivevano in condizioni di povertà. La sua vita fu un turbinio di attività filantropiche e assistenziali che la videro in prima fila anche nei momenti più difficili del secolo scorso. Nel 1912 divenne crocerossina e servì anche durante la Prima Guerra Mondiale, nel 1920 fondò il Laboratorio Missionario per sostenere e raccogliere fondi per i progetti della diocesi in Africa e in India. Dopo la Grande Guerra promosse diversi istituti per aiutare gli italiani emigrati all'estero, le donne sole e i portatori di handicap.

    Sul finire della Seconda Guerra Mondiale trasformò i saloni decorati della sua dimora nella sede clandestina di una banda partigiana che aveva il compito di aiutare i soldati che erano scappati sulle montagne per mettersi in salvo. Nascose sotto le fontane del giardino decine di armi e si adoperò per aiutare le famiglie dei militari. L'episodio più eclatante della sua vita si verificò l'8 ottobre 1943 quando venne incarcerata, torturata per giorni e infine condannata a morte dai fascisti come collaborazionista. La pena fu poi tramutata in deportazione in Germania e al termine della guerra poté così fare ritorno a casa.

    Si rese subito conto che c'era tutto da ricostruire e non si poteva sprecare tempo. Divenne presidente dell'ospedale di Seriate, investì ingenti capitali famigliari per rimetterlo in sesto e sviluppare molti nuovi servizi specialistici. Infine, destinò un'ala della villa all'Associazione Russia Cristiana, nata per promuovere studi e ricerche sulla Russia e le sue radici cristiane in un periodo dove il comunismo avevamo bandito la religione. Ancora la villa è sede di questa associazione che tiene corsi e convegni internazionali.

    Villa Tassis: saloni affrescati e santità

    Un'altra villa di grande pregio e di grande storia si trova nella frazione di Comonte, dove la pianura inizia a diventare collina. Qui sorge Villa Tassis, voluta dalla famiglia che le diede il nome all'inizio del Settecento. Ancora oggi sul portone di ingresso si può vedere lo stemma di questa famiglia che vanta tra i suoi antenati i fondatori del sistema postale moderno. Proprio da questo cognome deriva anche la parola "taxi". La villa si sviluppa attorno a un cortile pentagonale e conserva ancora diverse sale riccamente decorate e con arredi originali. Particolarmente interessanti sono gli affreschi nella sala al primo piano del pittore lombardo detto Il Nebbia e quelle neoclassiche della camera di Carlino, l'ultimo figlio di Costanza Cerioli morto a sedici anni.

    Proprio a Costanza Cerioli è legata particolarmente la storia di questo luogo. Divenuta proprietaria della villa dopo la morte del marito e ritrovatasi sola dopo la morte dei figli, Costanza decise di consacrarsi al Signore fondando nel 1857 l'istituto religioso della Sacra Famiglia. Mise a disposizione tutte le stanze della dimora signorile per accogliere le ragazze e dar loro un posto dove vivere, un'istruzione e un lavoro. Diventata suora con il nome di Paola Elisabetta, si dedicò anima o corpo all'assistenza sociale e all'attività religiosa. Morì a soli 49 anni e nel 2004 fu proclamata santa da Papa Giovanni Paolo II.

    La villa ospita anche due chiese, una riservate alle suore che ancora la abitano e una aperta ai fedeli. In uno stanzino vicino alla chiesa privata si può ancora vedere la camera dove Costanza Cerioli decise di ritirarsi. Lei che aveva a disposizione una ville bellissima decise di trascorrere i suoi giorni in questo luogo  spartano, angusto e buio dormendo su un letto fatto di foglie di granoturco.

    Una gita a Seriate

    Queste due ville sono private e solitamente chiuse al pubblico. Tuttavia, l'amministrazione comunale di Seriale sta lavorando insieme ad alcune associazioni locali per aprire le loro porte al pubblico e organizzare visite guidate come quella alla quale abbiamo partecipato noi a novembre del 2019.

    Oltre a Villa Ambiveri e Villa Tassis, Seriate conserva anche altre dimore gentilizie come Villa Guerinoni, fondata come casa colonica e poi trasformata in noviziato, oggi ospita la biblioteca comunale. Una gita a Seriate non può prescindere da una visita alla chiesa Papa Giovanni XXIII costruita dal celebre architetto ticinese Mario Botta. Alcuni l'hanno paragonata a un gigantesco fiore di pietra proteso verso il cielo per catturare la luce. Effettivamente, quest'opera costruita tra il 1994 e il 2000, è davvero molto suggestiva grazie ai giochi di luce del suo interno dove si alternano il rosso del marmo di Verona e l'oro del soffitto.

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