Il Ticino a Pavia: il fascino del fiume a due passi dal centro città

Non si può lasciare Pavia senza aver prima aver fatto una passeggiata lungo il fiume Ticino e in Borgo. Anche il periodo autunnale, nonostante le giornate fredde ed umide tipiche del territorio pavese, può regalare calde atmosfere con i suoi colori.

Una delle panchine lungo il fiume

Una breve passeggiata tra i due ponti

Lasciando l’auto nel parcheggio di Piazzale Ferruccio Ghinaglia (gratuito nelle giornate di sabato e festivi), si attraversa a piedi il Ponte Coperto e si prosegue sul marciapiede a sinistra, fino al ristorante Bardelli, da cui si può scendere verso il Ticino. In un attimo, si lascia il caos cittadino e ci si ritrova sulle ampie sponde erbose del fiume, da cui si può ammirare il ponte coperto in tutto il suo splendore.
Il camminamento sterrato, molto frequentato in ogni stagione da pavesi di ogni età, è molto agevole ed è facile da percorrere anche in bicicletta. Si può anche fare una piccola sosta su una delle panchine in riva al fiume, per godersi attimi di pace e tranquillità.
Una volta passati sotto al Ponte della Libertà (o Ponte dell’Impero), principale attraversamento del fiume per raggiungere la città, si può valutare se continuare o meno il tragitto che, tra boschetti e fitta vegetazione, porta fino al Parco della Sora (circa 5 Km da Pavia). Il percorso, ideale per gli amanti della Mountain Bike, non presenta difficoltà, ma si consigliano calzature adatte.

Vista sul Ponte Coperto

Il Ponte Coperto di Pavia (detto anche Ponte Vecchio)

Simbolo di Pavia, il Ponte Coperto regala sempre emozioni: la vista dalle arcate sul Ticino e sul Borgo, la suggestiva cappella dedicata a San Giovanni Nepomuceno, il mistero che lo avvolge nelle giornate nebbiose e l’atmosfera romantica ideale per gli innamorati che vogliono lasciarsi cullare dalle dolci note dell’acqua che scorre nel silenzio della notte.
Il ponte originario risale all’epoca romana, ai tempi di Augusto. Ricostruito nel XIV secolo e rimaneggiato nei secoli successivi, venne pesantemente danneggiato durante la Seconda Guerra Mondiale.
La struttura odierna fu costruita nel 1949 e inaugurata nel 1951 ma, ancora oggi, durante i periodi di secca si possono osservare gli antichi resti che emergono dal Ticino.

La statua della lavandaia

Borgo Ticino

Oltre il Ponte Coperto, dando le spalle al centro storico di Pavia, si entra nel caratteristico Borgo Ticino, un quartiere sull’argine del fiume conosciuto in dialetto pavese anche come Burg-à-bass (Borgo Basso), un tempo abitato da barcaioli e lavandaie.
Proprio a ricordo di queste ultime, all’imbocco di Via Milazzo, è presente la statua in bronzo di una donna intenta a lavare i panni nelle acque del Ticino, importante attività di reddito per le donne del Borgo durante il secolo scorso.
Non si può non rimanere affascinati da questo quartiere particolare: le casette colorate, le trattorie e le osterie che propongono gustosi piatti di ieri e di oggi, il profondo legame con il fiume che si respira ad ogni passo. Sulle pareti di alcuni edifici si possono notare delle targhette che testimoniano il livello delle piene più importanti e che da sempre impattano la vita degli abitanti del Borgo.
Un ultimo particolare che non può passare inosservato, anche per la sua imponenza, è la Linguacciona, curiosa e simpatica scultura sulla parete di una casa in fondo a Via Milazzo, raffigurante la testa di una donna con la lingua di fuori che, secondo la tradizione, fa una pernacchia a tutti coloro che amano sparlare degli altri.

 

Alla prossima avventura!

Francesca