Fungaiolo si nasce o si diventa?

C’è chi adora i funghi da gustare e c’è anche chi, oltre ad essere una buona forchetta, si diletta nella ricerca di queste prelibatezze. Andare a caccia di funghi, oltre a dare grandi soddisfazioni, è un’ottima occasione per stare a stretto contatto con la natura ed il buon fungaiolo sa che per godersi appieno questi piacevoli momenti è necessario rispettare regole fondamentali e seguire utili consigli.

Partiamo dalle regole del buon fungaiolo

1. Prima regola: rispettare le regole

Per evitare di trovarsi in situazioni spiacevoli e dover pagare sanzioni è necessario conoscere prima le norme applicate per la raccolta dei funghi nella zona in cui ci si vuole recare. È richiesto un tesserino che abiliti alla raccolta dei funghi; ne esistono di annuali, mensili, settimanali o giornalieri ed in certi luoghi si può accedere solo in determinati orari o giorni.

Inoltre è importante sapere che, in genere, non si può raccogliere più tre chili a persona e che i funghi troppo piccoli devono essere lasciati in natura anche perché più sono di dimensioni ridotte e più alle volte è difficile riconoscerli.

Per saperne di più sui regolamenti applicati in Lombardia, cliccate qui.

2. Certezza sempre al 100%

È molto facile confondere un fungo buono con uno tossico. Per questo motivo, se non siete assolutamente certi, fate fare un controllo presso gli Ispettorati Micologici.

Meglio evitare di raccogliere funghi cresciuti in luoghi potenzialmente esposti a fonti inquinanti (zone industriali, ai margini di strade trafficate, nei pressi di discariche e di colture agricole) perché potrebbero aver assorbito particelle nocive, anche se dall’aspetto non si direbbe affatto.

3. Occhio a dove mettere i piedi

Quando ci si fa prendere dall’entusiasmo della ricerca, è facile perdere l’orientamento nel bosco. È importante, quindi, evitare di addentrarsi troppo nel sottobosco, rischiando di perdere di vista il sentiero tracciato, di imbattersi su terreni scoscesi e pericolosi e di calpestare piante e fiori che potrebbero anche essere specie protette.

4. Non lasciare traccia di sé

Come sempre, in natura non si deve mai lasciare alcuna traccia di sé, che tradotto significa non lasciare rifiuti e non importunare fiori, piante e animali. Il buon fungaiolo sa anche che non si devono danneggiare o, peggio ancora, schiacciare i funghi non commestibili perché potrebbero essere il pasto di animali del bosco e svolgere un ruolo fondamentale per la sopravvivenza di altre piante e alberi circostanti con cui vivono in simbiosi.

 

Passiamo ora ai consigli del buon fungaiolo

1. Al momento giusto e nel posto giusto

Quando è meglio andare a cercare funghi? Generalmente la raccolta dei funghi avviene tra l’inizio di luglio e la fine di ottobre, ma dipende soprattutto dalle condizioni atmosferiche. I funghi prediligono il clima caldo umido e proprio per questo una giornata soleggiata dopo un periodo di piogge abbondanti può essere un momento favorevole. Dove andare a cercarli? Non fare mai questa domanda ad un buon fungaiolo, tanto non svelerà mai i suoi luoghi segreti! Il consiglio, comunque, è di andare nei boschi sopra i 600 m non troppo fitti e bui.

2.  L’outfit del fungaiolo perfetto

Il buon fungaiolo sa quanto sia fondamentale indossare abiti confortevoli ed adatti. Un paio di scarponcini da trekking impermeabili, un maglioncino caldo, una giacca o un kway, dei pantaloni lunghi che proteggano le gambe da graffi e piante urticanti, un cappello ed un bastone sono fondamentali. Importante è anche ricordarsi di portare sempre con sé un kit di pronto soccorso, qualcosa da sgranocchiare e dell’acqua.

3. Gli attrezzi del mestiere

Non tutti sanno che i sacchetti di plastica sono nemici dei funghi per due motivi: prima di tutto sono banditi per legge perché non favoriscono la dispersione delle spore dei funghi raccolti, fondamentale per facilitare la nascita di nuovi esemplari. I funghi appena colti per legge vanno quindi posti in ceste di vimini, nelle gerle portafunghi o nei retini a mano. Secondariamente, ma non meno importante, i sacchetti di plastica non lasciano passare l’aria e favoriscono così la decomposizione del contenuto.

4. Manovre di raccolta e di conservazione

Il fungo non va mai tagliato alla base e non si deve sradicare tutta la zolla su cui è cresciuto. Il bravo fungaiolo usa entrambe le mani per raccoglierlo, ruotando delicatamente il fungo e contemporaneamente esercitando una leggera forza verso l’alto.

Dopo essere stato colto, il fungo va pulito con un coltellino per liberarlo dalla terra e dai residui di foglie, in modo da garantirne l’integrità e la conservazione. I coltellini appositi per la ricerca dei funghi hanno anche un piccolo spazzolino in una delle loro estremità, perfetto per le prime operazioni di pulizia. Si consiglia poi di porre il fungo nella cesta o nella gerla a testa in giù perché eventuali larve che vivono nel piede del gambo tendono sempre a spostarsi verso l’alto.

Una volta a casa, i funghi andrebbero quasi subito sbollentati per evitare che fermentino e che diventino indigesti. Ricordiamo, infine, che quelli di cui non si è certi della commestibilità vanno lasciati interi e portati agli Ispettorati Micologici per un controllo.

Non resta che augurarvi buona ricerca e buon appetito!

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