Come nasce una nostra gita?

Questo è un anno importante per Gite in Lombardia che, oltre a diventare una associazione, ha iniziato anche ad organizzare gite di gruppo. Questa nuova attività è stata per noi una vera scommessa nata anche grazie alle tante richieste pervenute dal nostro pubblico.

Gita dopo gita abbiamo sperimentato e affinato l’organizzazione e i percorsi  grazie anche al fondamentale apporto delle guide con cui abbiamo iniziato a  collaborare.

Realizzare una gita infatti è un’attività complessa che prevede fasi diverse di preparazione. Spesso chi viene con noi ci chiede con curiosità come abbiamo scelto un itinerario o come si prepara un’escursione. Per questo abbiamo deciso di scrivere questo articolo per mostrarvi come nasce una gita.

 

  1. L’idea

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QUESTA E’ LA PARTE PIU’ CREATIVA. La conoscenza del territorio è fondamentale in questa fase per pensare a proposte originali e trovare itinerari sfiziosi e poco conosciuti. Siamo sempre alla ricerca di tracciati facili o medio-facili e senza presenza di punti esposti o rischiosi per permettere a tutti di partecipare anche a chi non è propriamente uno sportivo! Allo stesso tempo cerchiamo sempre di mantenere un buon equilibrio tra bellezze naturalistiche e attrazioni culturali. In alcuni casi pensiamo a proposte per pubblici specifici come famiglie con bambini, amanti della fotografia, dei cani o dei prodotti tipici.

 

  1. Il sopralluogo

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QUESTA E’ LA PARTE PIU’ EMOZIONANTE. Dopo aver studiato l’itinerario su carta adesso è il momento di viverlo davvero! Se il tracciato suscita in noi emozioni, probabilmente farà lo stesso quando lo vedranno i partecipanti alla gita.

Il sopralluogo è fondamentale per testare la difficoltà del tracciato, calcolare i tempi, prevedere i momenti e i luoghi per il ritrovo, le pause e il pranzo. E’ anche un’ottima occasione per instaurare contatti con aziende agricole o associazioni locali che vorremmo coinvolgere nella nostra gita.

Spesso il sopralluogo si rivela una conferma della bontà dell’itinerario e ci permette di raccogliere materiale e foto per promuovere la gita. In altri casi invece il sopralluogo dimostra che l’itinerario scelto è troppo faticoso oppure semplicemente non così bello come ci aspettavamo. In questi casi dobbiamo rivedere il percorso oppure ripensare da capo la nostra gita.

 

  1. Lo studio

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QUESTA E’ LA PARTE PIU’ CULTURALE. Le nostre gite vogliono essere occasioni di scoperta del territorio. Per questo nella preparazione di una gita studiamo la storia, la natura, le tradizioni e le curiosità dei luoghi che attraversiamo. Libri scientifici e di storia locale, riviste, siti internet, brochure degli enti del turismo sono utili fonti per scovare aneddoti e informazioni da raccontare durante la nostra gita.

 

  1. La promozione

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QUESTA E’ LA PARTE PIU’ SOCIAL. Una volta definito l’itinerario è il momento di darne notizia. Creiamo quindi una scheda ad hoc sul nostro sito, promuoviamo l’evento sulla nostra pagina Facebook e attraverso le nostre newsletter. E qui entra in gioco il “passaparola digitale”: grazie ai nostri oltre 120.000 contatti su Facebook e agli altrettanto numerosi visitatori del sito in breve tempo si sparge la voce e i posti iniziano a riempirsi. E’ solo a questo punto che potremo capire se la nostra proposta trova il favore del nostro pubblico.

 

  1. La segreteria

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QUESTA E’ LA PARTE PIU’ DELICATA. Nelle settimane precedenti alla gita bisogna gestire iscrizioni, rispondere alle numerose richieste di informazioni, fare eventuali prenotazioni, gestire la lista d’attesa, tenere monitorato il meteo… il telefono squilla davvero spesso e tra email e messaggi siamo sempre connessi!

 

  1. La giornata

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QUESTA E’ LA PARTE PIU’ BELLA. Finalmente arriva il gran giorno in cui tutto il lavoro fatto trova il suo compimento. Incontrare le persone che hanno deciso di partecipare alla gita è sempre emozionante!

Far scoprire la bellezza di un luogo passo dopo passo, trasmettere la passione per il territorio, raccontare tradizioni, aneddoti e storie e trascorrere insieme una giornata in compagnia ci riempie di entusiasmo.

Ma portare in gita un gruppo di 25/30 persone non è semplice e ci sono tantissime cose che la guida deve tenere sotto controllo: mantenere il gruppo compatto, stimolare la socialità tra i partecipanti, gestire i tempi, prevedere possibili rischi e intervenire in caso di imprevisto…come uno scarpone a cui si stacca la suola (in una gita è successo ben tre volte!).

Il momento dei saluti, al termine della gita, segna quindi la conclusione di un lavoro molto lungo, iniziato magari mesi prima dell’escursione. Un lavoro fatto sempre con tanto impegno, passione e serietà perché crediamo molto nell’importanza di quello che facciamo: far conoscere nuovi luoghi affinché le persone possano apprezzare e valorizzare le tante bellezze che hanno anche vicino a casa.

 

E adesso che sai come nasce, perché non provare di persona. Ti aspettiamo a una delle prossime gite!