Alla scoperta dei siti Unesco in Lombardia

Forse molti di voi sapranno già che l’Italia è la nazione con il maggior numero di siti inclusi nella lista dei Patrimoni dell’Umanità: sono ben 51! Ma quanti di voi sanno anche quanti sono i siti Unesco in Lombardia?

La nostra regione è al secondo posto con 10 siti censiti, ne ha di più solo la Sicilia con 11. Alcuni di questi sono famosi a livello internazionale, altri invece più sconosciuti. Alcuni interessano intere città o vallate, altri invece sono beni immateriali, tutti però costituiscono un vanto per la nostra regione. In questo post noi di Gite in Lombardia vi portiamo alla scoperta dei primi 5 siti Unesco in Lombardia. Perché non programmare la vostra prossima gita in uno di questi luoghi?

Incisioni Rupestri della Valcamonica

Unesco_Lombardia_incisioni_rupestriMeta tradizionale delle gite scolastiche lombarde, e non solo, i graffiti di arte rupestre della Valcamoninca sono stati il primo sito italiano a essere inserito nella lista dell’Unesco nel lontano 1979. Le incisioni furono realizzate lungo un arco di tempo di ottomila anni e solo quelle dell’ultimo periodo furono realizzate dai Camuni, che hanno dato il nome alla Valle. Le figure si presentano a volte semplicemente sovrapposte senza ordine apparente, ma spesso invece appaiono in relazione logica tra loro, a illustrazione di un rito religioso o di una scena di caccia o di lotta. Per la Lombardia si tratta di un sito di grande importanza, tanto che uno dei graffiti più diffusi, la rosa camuna, è stata scelta come simbolo della regione. Le incisioni rupestri sono raccolte in otto parchi tematici, il più importante dei quali è il Parco nazionale delle incisioni rupestri di Naquane a Capo di Ponte dove potete ammirare più di cento rocce con incisioni. Vai al luogo.

Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia

Unesco_Lombardia_sacromonte_ossuccio“Se Maometto non va alla montagna, la montagna va a Maometto”. Qualcosa di simile, anche se sicuramente non proprio in questi termini, devono aver pensato gli uomini che alla fine del Medioevo volevano recarsi in pellegrinaggio in Terrasanta, un’esperienza che poteva essere davvero molto pericolosa. Perciò, a partire dal Quattrocento, decisero di costruire vicino a casa dei luoghi dove ricreare le scene della vita e della passione di Cristo, o di altri santi. Nacquero così i Sacri Monti. La Lombardia e il Piemonte sono stati la culla di questa innovazione, presto diffusa in tutta Europa, e per salvaguardare questo prezioso patrimonio, l’Unesco ha inserito nella sua lista un gruppo di nove complessi a cavallo delle due regioni. I due lombardi sono il Sacro Monte di Varese e il Sacro Monte di Ossuccio. Il primo si trova sul monte Orona, alle spalle di Varese, ed è costituito da quattordici cappelle, dedicate ai misteri del Rosario, che conducono al santuario di Santa Maria del Monte, luogo di pellegrinaggio sin dal Medioevo. Il secondo, invece, è stato costruito sulla riva occidentale del lago di Como completamente isolato da ogni altra costruzione, circondato da campi, piantagioni di ulivi e boschi.

Mantova-Sabbioneta

Unesco_Lombardia_SabbionetaSecondo noi Mantova è una delle città più belle della Lombardia e il suo fascino deve aver fatto colpo anche sui giudici dell’Unesco che, insieme alla vicina città di Sabbioneta, l’hanno inserita nella lista dei patrimoni dell’Umanità nel luglio del 2008. Queste due città non sono state scelte però solo per la loro bellezza ma anche perché sono state riconosciute come un’eccezionale testimonianza dell’architettura e dell’urbanistica del Rinascimento e esempi mirabili delle due tipologie di fondazione urbana di quell’epoca: quella evolutiva (la città gonzaghesca di Mantova si rinnova ed estende un abitato preesistente) e quella fondativa (Sabbioneta è progettata unitariamente come declinazione di una “città ideale”).

Crespi d’Adda

Unesco_Lombardia_crespiPasseggiando per questo borgo costruito dalla famiglia Crespi in riva all’Adda è impossibile non lasciarsi trasportare indietro nel tempo, fino all’epoca della rivoluzione industriale. Dalle casette con giardino per gli operai, alle ville dei dirigenti, dalla chiesa alla scuola, passando per l’ospedale, il cimitero e il teatro, qui tutto è stato minuziosamente pensato e realizzato dal padrone dell’enorme cotonificio che, al momento, giace in stato di abbandono (pare però che ci siano progetti per un suo rilancio). Un villaggio operaio ideale, unico nel suo genere che ha saputo conservare nel tempo le sue caratteristiche più peculiari divenendo il simbolo rappresentativo di una cultura e di un’intera epoca storica tanto da essere inserito dall’Unesco nella sua speciale lista. Vai al luogo.

Centri di potere e culto nell’Italia Longobarda

Unesco_Lombardia_LongobardiCome dice il nome stesso, la Lombardia deve molto ai Longobardi e infatti ospita due dei sette siti monumentali longobardi presenti in Italia e considerati dall’Unesco patrimonio dell’Umanità. Si tratta del complesso monastico di San Salvatore – Santa Giulia a Brescia e il Castrum di CastelseprioTorba, in provincia di Varese. Il complesso di edifici bresciano, che oggi ospita uno dei musei più importanti della città, costituiva un tempo il monastero benedettino di Santa Giulia. Una vera e propria miniera di arte e storia che raggiunge il suo apice nella basilica di San Salvatore, una delle testimonianze più importanti dell’architettura religiosa dell’Alto Medioevo. Il Castrum di Castelseprio conserva esempi significativi di architettura militare, civile e religiosa e include anche l’adiacente complesso di Torba, trasformato durante il Medioevo in monastero.

Scopri gli altri 5 siti Unesco della Lombardia.

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