I lavori della Chiesa di Sant’Alessandro in Zebedia a Milano furono commissionati dai Barnabiti e iniziarono nel 1602 con la posa della prima pietra da parte del Cardinal Federico Borromeo. L’interno presenta cinque cupole emisferiche, quella centrale di grande impatto per via del tamburo finestrato sul quale è poggiata. La facciata è inquadrata da due alte torri campanarie e riprende appieno le forme del barocco e del barocchetto lombardo. Il termine Zebedia deriva dal nome di un giudice responsabile delle carceri romane del Pretorio che sorgeva nell’area dove oggi c’è la chiesa e dove fu imprigionato Sant’Alessandro.
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