La chiesa di Santa Maria presso San Satiro a Milano fu costruita alla fine del Quattrocento inglobando il sacello di San Satiro di epoca altomedioevale e costituisce uno dei capolavori rinascimentali di Donato Bramante. Il committente fu, inizialmente, il duca Galeazzo Maria Sforza, che è raffigurato con la moglie Bona di Savoia nell’icona sull’altare. La costruzione continuò poi grazie al sostegno di Ludovico il Moro, alle offerte dei fedeli e dei nobili del tempo. L’eccezionalità di questo edificio risiede nella celebre prospettiva illusoria della “finta abside” costruita in stucco in uno spazio profondo solo 95 cm. Questa innovativa soluzione consentì al Bramante di edificare una chiesa monumentale con un corpo longitudinale a tre navate coperte da poderose volte a botte nonostante il poco spazio a disposizione.
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