Il duecentesco castello di Chignolo Po è un’elegante residenza castellana immersa nelle campagne pavesi. La sua parte più antica è la torre centrale a pianta quadrata, dotata di merlature e impreziosita da una loggetta. Si racconta che la torre fu costruita per volere del re Liutprando, nell’epoca in cui Pavia era capitale dei Longobardi, come torre difensiva da cui presidiare un lungo tratto del fiume Po e la Via di Monte Bordone, successivamente denominata Via Francigena – Romea, che collegava il Nord Europa con Roma. Davanti al fortilizio, verso settentrione, sorge il Borgo (Ricetto), interamente riedificato nel 1600. A partire dal XIII secolo il castello divenne uno dei maggiori feudi lombardi che fu di proprietà di diverse nobili famiglie, tra le quali i Cusani che aumentarono al massimo la potenza del castello ricevendo altresì continui privilegi e concessioni dai Re e dai Duchi di Milano. Dal 1700 al 1730 il castello di Chignolo Po, conosciuto poi anche come “la Versailles della Lombardia”, fu ampliato e trasformato in una vera e propria reggia settecentesca, per volere e grazie al finanziamento del proprietario dell’epoca, il Cardinale Agostino Cusani Visconti, ambasciatore del Papa presso la Repubblica di Venezia ed alla corte di Luigi XIV a Parigi, nonché Vescovo di Pavia. La realizzazione degli stucchi e dei dipinti che impreziosiscono le sale di rappresentanza del Castello fu affidata ad artisti di scuola tiepolesca. L’interno del castello di Chignolo Po è una sontuosa dimora ricca di affreschi e statue in cui è possibile ammirare il fastoso salone da ballo, sul cui soffitto è dipinta la gloria delle quattro stagioni, e gli appartamenti che ospitarono importanti figure dell’epoca, tra le quali Papa Clemente XI, Napoleone Bonaparte e Francesco I d’Austria.
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