Le incisioni rupestri di Capo di Ponte

trekking

Provincia: Brescia
Partenza: Capo di Ponte (circolare)
Dislivello: 250m
Durata: 3h
Difficoltà: Facile

 

Questa facile gita vi permetterà di passeggiare alla scoperta delle testimonianze dei nostri antenati preistorici all’interno del Parco delle Incisioni Rupestri. La partenza per vedere le incisioni rupestri di Capo di Ponte è presso il piazzale con parcheggio dove si trova l’ufficio informazioni del parco e la Pro Loco (Via S.Briscioli 42, Capo di Ponte). Dal piazzale proseguiamo a piedi in direzione dei borghi di Cemmo e Pescarzo, deviando a sinistra per attraversare il centro di Capo di Ponte. Giunti in Piazza Roma svoltiamo a sinistra e attraversiamo il ponte sull’Oglio, qui a sinistra e poi a destra dove troviamo le indicazioni per la bellissima pieve romanica di San Siro. Dal sagrato saliamo a sinistra sulla scalinata, ci immettiamo in un viottolo e poco più avanti deviamo a sinistra ed entriamo nelle aree recintate del Parco di Seradina dove cartelli e frecce ci indicano la presenza delle incisioni sulle grandi rocce levigate dai ghiacciai del Quaternario che raccontano la vita e le usanze delle popolazioni preistoriche. Successivamente dal cancello di ingresso del “Percorso Rosso” troviamo una stradina che scende a sinistra ed entra nel bosco. Qui seguiamo i cartelli che indicano “Sulle orme degli antichi camuni” fino al terrazzo panoramico di Bedolina dove si trova un altro percorso segnalato che conduce alla “Mappa di Bedolina” la carta topografica più antica mai rinvenuta. Infine procediamo verso sud fino alla strada asfaltata che sale da Cemmo, verso il bel borgo di Pescarzo. Ritorniamo sulla strada verso Cemmo e all’uscita del paese in prossimità del tornante si prende la “strada del Coren del Luf” che scende a fondovalle. Prima di tornare al parcheggio è possibile visitare il museo didattico d’arte e vita preistorica di Cemmo e l’area dei Massi di Cemmo. Per informazioni sugli orari di apertura dei siti archeologici e della pieve consultare il sito della Pro Loco. (Tratto da: Lombardia Slow Foot)

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